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Milleproroghe: Fornero, stop pensioni 'esodati'
Non arriverà con il decreto Milleproroghe la soluzione al 'nodo' sugli esodati cui il rapporto di lavoro non si è 'risolto' entro il 31 dicembre scorso. Lo ha annunciato il ministro del Welfare, Elsa Fornero.

Il ministro Elsa Fornero
ROMA - l ministro del Welfare Elsa Fornero blocca l'ampliamento della platea dei lavoratori "esodati" che potrebbero beneficiare delle vecchie regole per andare in pensione. Lo stop è avvenuto nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali del Senato che stanno esaminando il decreto Milleproroghe. Il tema, ha detto il ministro, andrà affrontato "in un altro provvedimento e con un altro strumento" legislativa. Il tema dei lavoratori esodati era al centro di numerosi emendamenti presentati in Senato, e che hanno tenuto impegnati il governo, i presidenti delle due commissioni, Antonio Azzollini e Carlo Vizzini e i relatori al decreto, Lucio Malan (Pdl) e Vidmer Mercatali (Pd) in una riunione durata tre ore, conclusasi senza accordo, perchè il governo non aveva indicato le coperture finanziarie richieste. Alla seduta delle commissioni Fornero ha spiegato che il governo intende affrontare il tema in "un altro provvedimento" e ha chiesto così di ritirare gli emendamenti, cosa che è stata fatta.
CHI SONO GLI "ESODATI". Gli "esodati" sono quei lavoratori di aziende in crisi che hanno accettato di lasciare l'azienda in crisi pensando di andare in pensione nel giro di pochi mesi, ma che con la riforma si ritrovano ora senza lavoro e senza assegno previdenziale. La Camera ha inserito una norma che stabilisce che beneficeranno delle vecchie regole quanti hanno interrotto il rapporto di lavoro "in data antecedente al 31 dicembre 2011". Tutti gli emendamenti che allargavano la platea sono stati ritirati, ma ne è stato approvato uno "tecnico"; esso stabilisce che godranno delle vecchie regole quanti sono usciti dall'azienda "entro il 31 dicembre", il che recupera i lavoratori che avevano smesso di lavorare l'ultimo giorno dell'anno. un altra piccola limatura è stata fatta alla norma sui lavoratori precoci, quelli cioè che hanno iniziato a lavorare a 16-18 anni. L'aula di Montecitorio aveva stabilito che potessero andare in pensione senza penalità anche prima dei 62 anni, purchè avessero lavorato 42 anni effettivi, compresi i congedi obbligatori (maternità, malattia, servizio militare) e la cassa integrazione ordinaria. Fornero ha detto sì ad un emendamento di Mariangela Bastico (Pd) in base al quale verranno conteggiati anche i contributi figurativi delle madri che hanno assistito i figli disabili, nonchè quelli per la paternità obbligatoria (i mariti di cui è morta la moglie e si sono assentati per accudire il bambino). Domani le commissioni chiuderanno il voto sul decreto, che nel pomeriggio approderà in aula.