17/05/2012

La Ducati in vendita per un miliardo di euro

L'annuncio di Andrea Bonomi al 'Financial Times'. Fra i possibili acquirenti della casa di Borgo Panigale: Bmw, Volkswagen e il colosso indiano Mahindra. Ma il marchio italiano ha già una partnership con Mercedes.

La Ducati in vendita per un miliardo di euro

Ducati in vendita

BOLOGNA - "Ducati è una società perfetta ma che per crescere ancora ha bisogno del sostegno di un partner industriale di rilevanza mondiale". Così Andrea Bonomi, presidente dell'equity group Investindustrial, che controlla la storica casa di Borgo Panigale, annuncia al Financial Times l'intenzione di vendere la società o di quotarla in Borsa, per un valore che il quotidiano stima fino a un miliardo di euro, una cifra tre volte superiore all'investimento iniziale.

LA RICERCA DI UN PARTNER. "Quest'anno lavoreremo alla ricerca del partner" aggiunge Bonomi, che riferisce dell'interesse di un certo numero di gruppi in Europa, Asia e Stati Uniti. Nel 2011 Investindustrial ha dato mandato a Goldman Sachs, Deutsche Bank e Banca Imi di valutare le possibilità di una quotazione di Ducati sulla piazza di Hong Kong anche se secondo il Ft, la vendita a un gruppo rivale o a un grande gruppo automobilistico appare come l'opzione più probabile. Sempre secondo fonti citate dal quotidiano fra gli acquirenti potenziali vi sarebbero i gruppi tedeschi Bmw e Volkswagen e quello indiano Mahindra.

PARTNERSHIP CON MERCEDES. Tuttavia già dal 2010 la casa motociclistica ha avviato una partnership con Mercedes-Amg, che ha portato ad attività congiunte di marketing e sponsorizzazione, ampliando - soprattutto presso concessionari oltreoceano - la visibilità del marchio italiano, con ricadute positive sulle vendite (che lo scorso anno sono state pari a 40 mila unità) e sul fatturato, che nel 2011 sarebbe cresciuto di quasi un quinto rispetto all'anno precedente.

NUMERI DELLA DUCATI. La Ducati, casa nota in tutto il mondo anche grazie a Valentino Rossi, vende ogni anno 40.000 moto e ha debiti per 1,7 volte i suoi utili prime di interessi, svalutazioni e ammortamenti. Un livello di indebitamento che l'Ft giudica “basso rispetto a quello di molte società nel portafoglio di gruppi di private equità”.

lunedì, 13 febbraio 2012