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Autobomba a Damasco, diversi morti.
Oltre 200mila profughi
Un'autobomba nella capitale fa decine di morti. Regime lancia volantini su Damasco: "Deponete le armi o morirete". Secondo l'Unhcr sarebbero 214mila le persone in fuga dalla Siria, dove continuano gli scontri tra le forze di Assad e gli insorti.

Scontri in Siria
DAMASCO - Un'autobomba è esplosa in un sobborgo a sud di Damasco, nel corso di un corteo funebre. Decine i morti. L'esplosione è avvenuta a Jaramana, nella periferia sudorientale della capitale. La notizia è stata confermata dagli attivisti dell'Osservatorio Siriano per i Diritti umani.
VOLANTINI DEL REGIME SU DAMASCO. Elicotteri dell'esercito siriano hanno lanciato volantini su Damasco in cui si legge che i soldati "puliranno ogni centimetro della Siria" e che se "gli uomini armati" non abbandoneranno le armi, dovranno affrontare "una morte inevitabile". I foglietti portano la firma del comandante delle forze armate. L'avvertimento arriva nel corso di un'offensiva del regime nei sobborghi della capitale, in particolare a Daraya, dove, secondo gli attivisti, oltre 300 persone sono state uccise negli ultimi giorni. Dopo settimane di pesanti combattimenti ad Aleppo, capitale commerciale della Siria e città più grande del Paese, il centro del conflitto civile è tornato quindi a Damasco.
SCONTRI IN LIBANO. Quattro persone, tra le quali due ragazzini di dieci e 12 anni, sono rimaste ferite in Libano, vicino al confine con la Siria, per colpi di artiglieria provenienti dal Paese arabo. Lo riferisce il sito web del quotidiano di Beirut The Daily Star, che cita fonti della sicurezza libanese. L'incidente è avvenuto nella zona di Masharih al-Qaa, dove un colpo di artiglieria ha raggiunto un'abitazione. A Masharih al-Qaa si trovano molti dei rifugiati siriani fuggiti dalla patria per sottrarsi alle violenze in corso da 17 mesi.
PROFUGHI SONO 214MILA. Il numero dei rifugiati a causa del conflitto in Siria ha raggiunto quota 214.120. Secondo l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati (Unhcr) il numero comprende sia chi ha già lasciato il Paese, sia chi sta per farlo ed è in attesa di raqgiungere quattro Paesi vicini: Giordania, Iraq, Libano e Turchia. Ma si tratta putroppo di dati provvisori, visto che l'Unhcr prevede fino a 200mila profughi solo in Turchia. In questi giorni l'emergenza maggiore riguarda la Giordania. Nel campo profughi di Za'atri camp, nel nord del paese, solo la scorsa settimana sono arrivate 10.200 persone, il doppio della settimana precedente. "E' un aumento drammatico e pensiamo che sia l'inizio di un esodo di massa verso la Giordania", ha spiegato il portavoce Melissa Fleming. "Ci sono migliaia di persone ad aspettare di poter varcare il confine", ha aggiunto. Anche il flusso verso la Turchia è aumentato in maniera esponenziale, passando dalle 500 alle 5mila persone al giorno. In Libano ci sono 53mila profughi e non esistono campi di accoglienza, perché la maggioranza è ospitata da famiglie o vive in edifici pubblici.