21/07/2019

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Parlamentari, è record stipendi: più di 16mila euro al mese

Secondo la relazione depositata in parlamento dalla Commissione presieduta dal presidente Istat, Enrico Giovannini, i politici italiani sono i più pagati in Europa, con stipendi del 60% in più rispetto alle media Ue.

Parlamentari, è record stipendi: più di 16mila euro al mese

Stipendi parlamentari, è record per gli italiani

ROMA - L'indennità parlamentare dei deputati italiani "è pari mediamente a cinquemila euro". Lo ha precisato l'ufficio stampa della Camera. La cifra di 11.283,28 euro mensili è riferita infatti al lordo. Il netto "risulta inferiore rispetto a quello percepito dai componenti di altri Parlamenti presi a riferimento".

I DATI DELLA COMMISSIONE. Oltre sedicimila euro al mese senza considerare le spese di rappresentanza: i parlamentari italiani sono al top dei compensi tra i sei Paesi presi in considerazione dalla Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa che ha appena pubblicato i risultati del monitoraggio dei trattamenti economici di deputati e senatori. Secondo la Relazione l'Italia è al top anche per il numero di enti "unici" con una serie di istituzioni, agenzie e commissioni che non trovano alcuna corrispondenza negli altri Paesi europei. Il deputato italiano incassa ogni mese, secondo la tabella messa a punto dalla Commissione, 11.283 euro come indennità parlamentare oltre a 3.503 euro come diaria/indennità di residenza e 1.331 euro per il trasporto per un totale di oltre sedicimila euro a fronte dei 12.600 complessivi di un deputato tedesco e dei 13.500 di uno francese.

I CONFRONTO CON L'EUROPA. Da queste indennità sono escluse le spese di segreteria e rappresentanza che valgono per i deputati italiani 3.690 euro erogati al gruppo che poi li ridà al parlamentare per pagare tra le altre cose i collaboratori. Per collaboratori e portaborse in Francia e Germania sono previste indennità molto più alte. Per i parlamentari spagnoli il compenso è molto più basso con appena 2.813 di indennità per i deputati e 1.823 euro di diaria. I parlamentari italiani hanno comunque vantaggi anche sul fronte dei viaggi con la libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima, aerea mentre i francesi hanno diritto a soli sei viaggi andata e ritorno fuori dal collegio. In Germania c'è diritto alla circolazione libera ferroviaria oltre il rimborso per i voli domestici a pie di lista. La Commissione che nella relazione ricorda che la ricognizione è effettuata entro il 31 dicembre 2011 sarà eventualmente rivista entro il 31 marzo 2012 ha preso in esame 34 tra istituzioni, enti, consigli, autorità e commissioni presenti in Italia rilevando come per molti di questi non ci siano corrispondenze nei sei Paesi europei considerati.

I SEI PAESI PRESI IN ESAME. Mentre nei sei Paesi considerati dalla Commissione esistono istituzioni omologhe a Senato, Camera, Corte costituzionale, Regioni, Province e Comuni ma anche al Consiglio di presidenza della Corte dei conti, alla Commissione per la borsa e all'Agenzia per il farmaco non c'è invece traccia della Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ma anche dell'Aran ad eccezione dei Paesi Bassi. Manca negli altri Paesi anche un omologo del consiglio della magistratura militare.

GIOVANNINI: "TAGLI? DIFFICILE RAFFRONTO CON UE". Enrico Giovannini, presidente dell'Istat e curatore del lavoro sui costi dei parlamentari in Europa, spiega al Tg1 che ha incontrato diverse difficoltà. "In primo luogo è molto diverso il modo con cui il costo complessivo di un parlamentare viene calcolato. L'indennità base può essere più alta, ricordiamo che parliamo di importi lordi, poi la tassazione può determinare variazioni mentre, per le altre spese, i parlamentari italiani hanno compensi inferiori soprattutto sono inferiori quelli per i collaboratori". Giovannini spiega quindi che questi parametri "non possono essere utilizzati in modo aritmetico, cioè automatico" per determinare i tagli da apportare.

ENTI E AGENZIE IN ABBONDANZA. "D'altra parte - spiega - i presidenti di Camera e Senato hanno chiaramente indicato che, proprio in questo mese, utilizzeranno questi dati per entrare nel dettaglio e fare delle nuove proposte. La nostra evidenza mostra le differenze e quindi sono sicuro che queste differenze verranno utilizzate per prendere le decisioni". Altro punto dolente dell'analisi della Commissione è quello della selva di enti, commissioni garanti che agiscono in Italia. "Sono oltre 31 le tipologie di enti, compresi anche le Province, i Comuni, le Regioni che noi dobbiamo prendere in considerazione e qui la differenza è ancora maggiore, ci sono ad esempio alcuni enti in Italia, pensiamo al Consiglio superiore della magistratura, che non hanno eguali in altri Paesi, oppure ci sono enti che, formalmente hanno lo stesso titolo, ma che, in realtà, svolgono funzioni molto diverse. Per questo la Commissione sta ancora lavorando, abbiamo tempo fino al 31 marzo, per dare i risultati definitivi".

SCHIFANI: DECIDERA' CONSIGLIO PRESIDENZA. Renato Schifani ha inviato il rapporto della commissione Giovannini sugli stipendi dei parlamentari ai capigruppo di Palazzo Madama, auspicando che essi discutano a facciano proposte. Queste saranno trasmesse al Consiglio di presidenza, "unico organo deputato a discutere in tema di status del parlamentare". Il presidente del Senato Schifani, in una lettera ai gruppi di Palazzo Madama, lamenta il fatto che il documento della commissione Giovannini è stato "provvisoriamente acquisito dal sito del Dipartimento della funzione pubblica, in assenza di una tempestiva e opportuna trasmissione ufficiale" al Senato da parte del governo.


martedì, 03 gennaio 2012Aggiornato:martedì, 03 gennaio 2012, 19:08