08/12/2019

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Rischio nucleare, rischi e misure anti-radiazioni

I pericoli per la salute delle persone esposte a radiazioni. Unico antidoto disponibile: le pillole di iodio. Ecco perché.

Rischio nucleare, rischi e misure anti-radiazioni

Fukushima, controllo delle radiazioni

ROMA - Sono tre gli elementi da tenere sotto controllo per determinare eventuali contaminazioni dei residenti vicini alla centrale di Fukushima: lo iodio 131 (I-131), il cesio 137 (Cs-137), e lo stronzio 90 (Sr-90). Per gli esperti, questi elementi possono essere dannosi se assunti in dosi elevate, soprattutto per la formazione di tumori. E i possibili rischi per la salute dipendono dalle dosi di radiazioni assorbite.

L'ANTIDOTO: PILLOLE DI IODIO. Le pillole di iodio 131 che il governo giapponese ha distribuito ai residenti nelle zone delle centrali nucleari rappresentano l'unico antidoto attualmente disponibile in grandi quantità nei casi di emergenza. ''La contaminazione da radiazioni - ha spiegato il professor Paolo Vitti dell'Istituto di Medicina Nucleare di Pisa - avviene principalmente in due modi, per irradiazione diretta o per ingestione di cibi contaminati. Le pillole di iodio 'stabile' servono a saturare la tiroide impedendo che venga contaminata dallo iodio 'instabile' che danneggia la cellula a livello di Dna facilitando così l'insorgenza di tumori''. Anche il Cesio 137 e lo Stronzio 89 si depositano nei cibi, ma hanno dei tempi molto più lunghi. Di solito portano a leucemie e a neoplasie diffuse in tutto il corpo. In particolare lo Iodio 131 viene assorbito dalla tiroide e ha una emivita di una settimana. Per questo motivo si somministrano pasticche di iodio 'freddo' per prevenire l'accumulo di quello 'esterno' detto 'caldo' nell'organo e facilitare l'eliminazione per via urinaria. Il Cesio 137 è un elemento poco mobile, non si disperde facilmente nell'ambiente ma vi si deposita e per questo può entrare nel ciclo alimentare (erba, animali e latte) e si accumula nelle ossa. Ha una emivita di circa 30 anni. Lo stronzio 90 al contrario è molto mobile nell'ambiente ed è solubile nell'acqua; si disperde facilmente e si trova anche a grandi distanze dal luogo dell'incidente; assunto con acqua e prodotti della pesca si accumula nelle ossa. ''Ai tempi di Chernobyl, aggiunge Vitti, in Polonia fecero in tempo a mettere in atto una distribuzione preventiva di iodio e questo ridusse significativamente il numero dei tumori rispetto alla vicina Ucraina''. La carenza o meno di iodio è un fattore chiave nella diffusione di questi tumori.

martedì, 15 marzo 2011