17/05/2012

Nave in panne nell'Antartide

Oltre 160 persone bloccate nelle acque del Passaggio di Drake, estremo australe del Sudamerica. Ecco le immagini dei soccorsi.

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Nave in panne nell'Antartide

La nave bloccata nell'oceano

BUENOS AIRES - L'odissea vissuta in alto mare nelle gelide acque dell'Oceano Antartico e' ormai un ricordo per i 160 passeggeri della piccola nave da crociera di lusso 'Clelia II', battente bandiera maltese, finita per ore in balia delle altissime onde dello Stretto di Drake dove si trovava, proveniente dall'Antartide, quando uno dei suoi motori e' andato in tilt. La Marina argentina ha infatti reso noto oggi che, ''per fortuna'', la nave ha potuto risolvere i suoi problemi e che, accompagnata dalla nave 'Explorer' inviata in suo soccorso, si sta dirigendo verso il porto di Usuhaia. Anche se, secondo quanto assicurato dal capitano German Siveira, procede ad appena quattro nodi, cioe' lentamente, perche' le onde continuano ad essere alte sei-sette metri, anche se non sono piu' di otto-nove metri come quelle di ieri, quando le raffiche di vento soffiavano a oltre 90 chilometri all'ora. Le ondate non solo avevano infranto tre vetri di coperta della 'Clelia II', ma avevano messo fuori uso uno dei suoi motori ed il radar.
 Insomma rischio naufragio superato per i 160 passeggeri e per i 60 uomini dell'equipaggio, tutti di origine europea, che in quel momento si trovavano appunto all'altezza delle isole Shetland Sur, a circa 800 chilometri da Usuhaia. La paura pero' e' stata grande anche perche', come ha precisato oggi la Marina argentina, l'acqua che spazzava il ponte ha anche bagnato le apparecchiature di comunicazione, che hanno smesso di funzionare. ''Quelli dell'Explorer hanno dato loro un satellitare ed ora procedono fianco a fianco, comunicando tra loro via telefono'', ha specificato Siveira.
 Passato il rischio, quindi, per i 160 passeggeri che occupano le 50 lussuose suite della 'Clelia II', probabilmente il tutto sembra ora solo un'avventura imprevista da raccontare, seppure non certo compresa nel prezzo (tra gli 8 ed i 16 mila dollari) pagato per i dieci giorni di crociera, cominciati il 30 novembre scorso ad Usuhaia. In pratica, pur se non potranno utilizzare il grande solarium della coperta, dove gli schizzi delle onde continuano implacabili, possono pur sempre affrontare la noia di una nave che avanza piano piano con gli immancabili succulenti menu' e, come da programma, dedicandosi alle letture e ai dibattiti tenuti da guide naturaliste. Ushuaia e' ancora lontana ma, prima o poi, controllati a vista dai marinai argentini, ci arriveranno.mercoledì, 08 dicembre 2010Aggiornato:mercoledì, 08 dicembre 2010, 19:58