17/05/2012

Governo, si dimette il sottosegretario Carlo Malinconico

Malinconico lascia dopo un incontro a Palazzo Chigi con Monti. Su di lui polemiche per le spese all'hotel Pellicano di Porto Ercole pagate dal costruttore Piscicelli, indagato nell'inchiesta G8 Grandi Opere.

Governo, si dimette il sottosegretario Carlo Malinconico

Malinconico

ROMA - Si è dimesso il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Malinconico. La decisione è arrivata al termine di un incontro a Palazzo Chigi con il premier Mario Monti, convocato dopo le polemiche per le spese all'hotel Pellicano di Porto Ercole nell'Argentario pagate a Malinconico da Francesco De Vito Piscicelli, il costruttore indagato nell'ambito dell'inchiesta sulla 'cricca' per gli appalti del G8 dell'Aquila e finito nella bufera dopo un'intercettazione nella quale confessava di aver riso alla notizia del terremoto in Abruzzo.

LE DIMISSIONI. E' durato poco più di un mese l'incarico di Malinconico come sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'editoria, ruolo al quale era stato chiamato nel governo Monti il 28 novembre e per il quale aveva lasciato la guida della Fieg, ma anche le poltrone di presidente Audipress, consigliere di amministrazione dell'Ansa, di Autostrade per l'Italia e di Atlantia. L'ex presidente degli editori si è dimesso, dopo un incontro a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, affermando di voler meglio difendere se stesso e insieme l'esecutivo, scosso dal suo primo scandalo.

LA NOTA DI PALAZZO CHIGI. Il premier Monti ha espresso "apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato" dal sottosegretario . "Il presidente del Consiglio, nell'accettare le dimissioni, ha manifestato al sottosegretario Malinconico - prosegue - il suo apprezzamento per il senso di responsabilità dimostrato nell'anteporre l'interesse pubblico ad ogni altra considerazione. Il presidente Monti ha inoltre ringraziato il Sottosegretario per il suo contributo al lavoro del Governo, pur nella brevità del suo incarico".

LA VICENDA ALL'HOTEL PELLICANO. Il sottosegretario è stato travolto dalle polemiche nell'inchiesta sulle Grandi Opere per le spese all'hotel Pellicano di Porto Ercole nell'Argentario. Dalle indagini è emerso che a pagare il conto è stato Francesco De Vito Piscicelli, l'imprenditore noto per le risate al telefono nella notte del terremoto all'Aquila. A sua discolpa, Malinconico ha detto di non sapere che la spesa fosse stata saldata da Piscicelli e di aver provveduto a fare un bonifico all'hotel. Malinconico compare in alcune intercettazioni, in base alle quali quest'ultimo avrebbe beneficiato di alcuni favori da parte di Piscicelli.

CHI E' CARLO MALINCONICO. Sessantuno anni, romano, Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg vanta una lunga carriera da grand commis di Stato. Dopo la laurea in Giurisprudenza, è stato, giovanissimo, Avvocato dello Stato (1976-1985) e poi Consigliere di Stato (1985-2002) per poi dedicarsi all'attività accademica (alla Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze e poi nelle università di Udine e Roma 2, Tor Vergata). Ma è nelle istituzioni che ha ricoperto incarichi prestigiosi: in particolare, è stato capo dell'ufficio legislativo del ministero delle Partecipazioni Statali (1990-92) e del ministero del Tesoro con Lamberto Dini (1995-96), capo del Dipartimento degli Affari giuridici e legislativi della presidenza del Consiglio (1996-2001), prorettore della Scuola superiore dell'Economia e delle Finanze (2005-1006) e segretario generale della presidenza del Consiglio con il governo Prodi (2006-2008). Sempre nelle istituzioni ha dato uno specifico contributo nei rapporti con l'Unione europea e nel campo del diritto pubblico dell'economia e delle liberalizzazioni: in quest'ultimo settore é stato componente della commissione di studio per l'analisi dei problemi inerenti alla privatizzazione degli enti di gestione delle società del sistema delle partecipazioni statali, nonché consigliere giuridico dell'Autorità garante delle concorrenza e del mercato e dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas e poi, con l'uscita dai ruoli del Consiglio di Stato, direttore generale di quest'ultima Autorità (2002). Nel 2008 è stato "catapultato nel mondo dell'editoria", come egli stesso disse parlando della sua nomina a presidente della Fieg. Da sottosegretario all'editoria, Malinconico ha avuto appena il tempo per qualche incontro - con gli edicolanti, con Liberazione, con i vertici di Viale Mazzini sul caso Rai International - e per audizioni in Parlamento e interviste di carattere programmatico. Poi, le dimissioni.  

martedì, 10 gennaio 2012