25/10/2014

Film anti-Maometto, scontri in Libia e in Egitto

Migliaia di salafiti in piazza contro un film sulla vita di Maometto prodotto da egiziani copti residenti in Usa. Attaccato il consolato americano a Bengasi dove un cittadino statunitense è rimasto ucciso. Assaltata anche l'ambasciata Usa al Cairo.

Film anti-Maometto, scontri in Libia e in Egitto

Proteste al Cairo

BENGASI (LIBIA) - Scontri e proteste in Libia e in Egitto dove migliaia di manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro un film "anti-Islam" sula vita di Maometto, che sarebbe stato prodotto da alcuni copti egiziani residenti degli Stati Uniti. A Bengasi è stato attaccato il consolato americano e, secondo quanto riferito dalle autorità locali, un cittadino statunitense è rimasto ucciso. Al Cairo circa tremila manifestanti, in gran parte salafiti, hanno manifestato davanti all'ambasciata Usa.

SCONTRI VIOLENTI A BENGASI.
  "Ci sono stati violenti scontri tra l'esercito libico e milizie armate davanti al consolato degli Stati Uniti'', ha riferito Abdel-Monen Al-Hurr, portavoce della Commissione per la Sicurezza, spiegando che le strade circostanti sono state bloccate e che le forze di sicurezza hanno circondato l'edificio. Una fonte dell'ambasciata Usa ha dal canto suo confermato ''un attacco'' contro la rappresentanza diplomatica a Bengasi, senza fornire ulteriori dettagli.


PROTESTE ACCESE AL CAIRO. Un gruppetto di manifestanti è riuscito a scavalcare il muro di cinta della sede diplomatica ed ad arrivare all'alto pennone dove normalmente sventola la bandiera a stelle strisce. L'hanno tolta e l'hanno sostituita col drappo nero con la professione di fede islamica ''Non c'è Dio al di fuori di Allah e Maometto è il suo profeta''. In seguito la bandiera è stata tolta e drappeggiata sul muro di cinta dove in serata rimaneva una decina di manifestanti con striscioni con la scritta in inglese ''Rispettate il profeta'' e di attacco ai ''cani stranieri''. L'irruzione all'interno del compound dell'ambasciata americana è stata confermata dal dipartimento di stato e in effetti il pennone continua ad apparire senza bandiera Usa.

IL FILM E LE CONTESTAZIONI. Il tam tam sulla pellicola dal titolo ''La vita di Maometto profeta dell'Islam'' è rimbalzato sui siti web da due giorni per mano di alcuni esponenti salafiti. L'accusa principale rivolta al film, di cui alcuni spezzoni sono stati resi pubblici attraverso un link diffuso da un avvocato copto negli Usa che annunciava la proiezione della pellicola in occasione dell'undicesimo anniversario dell'attacco alle Twin towers, è di essere pornografico perché mostra scene intime fra Maometto e la prima moglie. 

CONDANNA DELLA CHIESA COPTA E LEGA ARABA. La chiesa copta ha condannato senza mezzi termini l'iniziativa dei manifestanti salafiti, così come ha fatto la Lega araba dando atto a esponenti cristiani di avere preso le distanze dal film. Anche l'ambasciata Usa aveva postato una nota sul suo sito web nel quale respingeva con fermezza ''le azioni di coloro che fanno abuso del diritto universale di libertà di espressione per ferire il credo religioso di altri''. Il ministero degli esteri egiziano ha diffuso una nota per ribadire il suo impegno a proteggere le sedi diplomatiche al Cairo. Qualche ora prima il poster di un manifestante inneggiava al capo di al Qaida. ''Bin Laden riposa in pace'', la scritta.

mercoledì, 12 settembre 2012