22/09/2019

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Legge antipirateria, Murdoch contro Obama

La Casa Bianca ha messo in guardia dal rischio censura implicito nella proposta di legge chiamata "Stop Online Piracy Act". Il magnate dei media si è affidato a Twitter per rivendicarne la necessità.

Legge antipirateria, Murdoch contro Obama

Obama e Murdoch

NEW YORK - Nella sua battaglia contro i giganti del Web, a partire da Google, Rupert Murdoch ha puntato il dito contro Barack Obama. Il magnate dei media si è affidato alla stessa rete per lanciare l’anatema contro il presidente, che avrebbe espresso perplessità sulla proposta di legge denominata Stop Online Piracy Act (SOPA) avanzata dal Congresso contro la pirateria sul web. La norma limiterebbe secondo la Casa Bianca “la libertà di espressione”. “Così Obama ha gettato tutto il suo peso sui padroni di Silicon Valley che minacciano tutti i creatori di software con la pirateria, un semplice furto”, ha scritto Murdoch, chiamando a raccolta i giganti del software come Microsoft, i grandi studios di Hollywood (Murdoch possiede, tra l'altro, la “20th Century Fox”) e le società discografiche.

RISCHIO CENSURA. La Casa Bianca sabato aveva assicurato ritenere la pirateria online dai siti stranieri “un grave problema che richiede una seria risposta legislativa”, precisando che “non sosterremo una legislazione che riduca la libertà di espressione, aumenti i rischi per la cyber-sicurezza, o mini la dinamiche e le innovazioni globali di Internet. Ogni sforzo per combattere la pirateria online –prosegue l’amministrazione americana- deve considerare anche il rischio della censura online su attività legali e non deve fermate l'innovazione delle nostre società dinamiche, grandi e piccole che siano”.

APPELLO UNIVOCO. La Sopa è all'esame della Camera e contro la proposta di legge lo scorso mese hanno scritto una lettera, tra gli altri, i capi di Google, Twitter e Yahoo!, secondo i quali se il provvedimento passasse “darebbe al governo americano il potere di censurare il web ricorrendo alle stesse tecniche impiegate da Cina e Iran”. Tra i firmatari i fondatori di “Netscape”, Marc Andreessen, “Google” Sergey Brin, “Twitter” Jack Dorsey, “Yahoo!” David Filo e Jerry Yang, “YouTube”, Chad Hurley, “eBay” Pierre Omidyar e “Wikipedia”, Jimmy Wales.

lunedì, 16 gennaio 2012