17/11/2018

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Enigma, sequestro per 3 milioni. E Mps non esclude il Tesoro fra gli azionisti

L'ad Mps Viola non chiude allo Stato azionista. Il sequestro alla Enigma, che ha avuto rapporti finanziari con Rocca Salimbeni, scattato per sospetta evasione. Domani la seconda parte dell'interrogatorio dell'ex dg della banca senese Antonio Vigni.

Enigma, sequestro per 3 milioni. E Mps non esclude il Tesoro fra gli azionisti

Bufera Mps, domani ascoltato Vigni

SIENA - Sono ripresi a Siena gli interrogatori degli indagati e delle persone informate dei fatti nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta da parte di Monte dei Paschi di Siena. I pm oggi hanno chiamato l'ex vicedirettore generale della banca Marco Morelli, oggi alla guida di Merrill Lynch Italia, che risulta indagato. Fu lui a occuparsi della raccolta di capitali necessari per l'acquisizione. Nel corso della settimana dovrebbe essere interrogato per la terza volta l'ex direttore generale, Antonio Vigni. L'ex presidente della banca, Giuseppe Mussari, invece, potrebbe essere ascoltato tra venerdì e sabato. I pm vorrebbero interrogare nei prossimi giorni anche Gianluca Baldassarri, l'ex responsabile dell'area Finanza del Monte.

IL DOCUMENTO DI PIRONDINI. Al momento dell'acquisizione di Antonveneta, l'ex management del Monte sapeva di comprare un istituto di credito "in perdita" e che avrebbe potuto "continuare a non generare risultati economici positivi": queste parole venivano scritte il 16 giugno 2008 dall'ex direttore finanziario di Rocca Salimbeni, Daniele Pirondini, nel 'documento informativo' relativo proprio all'acquisizione dell'intero capitale sociale di Banca Antonveneta. E' un documento che Mps mise a disposizione delle autorità di vigilanza e degli azionisti mostrando rischi e procedure dell'intera operazione per un costo di oltre 10 miliardi di euro. Il documento è stato analizzato dagli investigatori del nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza anche per capire come mai l'acquisizione di Antonveneta sia avvenuta a un prezzo ben superiore rispetto al suo valore reale, visto che Santander poco prima l'aveva acquisita a 6,3 milioni di euro.

ACQUISIZIONE CON "POSSIBILI RISCHI". Daniele Pirondini, indagato dalla Procura di Siena, sarà ascoltato a breve dagli inquirenti. In quel documento si avverte inoltre che l'operazione di acquisizione potrebbe provocare "possibili effetti negativi" sulla stessa Montepaschi. Antonveneta, si legge ancora nel testo, "ha registrato al 31 dicembre 2007 a livello consolidato una perdita pari a 5,9 milioni di euro rispetto all'utile di 408,1 milioni del 2006. Al 31 dicembre 2007, i ricavi operativi hanno presentato una diminuzione del 6,2% approssimandosi a un miliardo e 809 milioni rispetto al miliardo e 928 milioni del 2006". In merito al prezzo per l'acquisizione si sottolinea poi che "il corrispettivo per l'acquisto dell'intero capitale di Banca Antonveneta è stato concordato tra BMps e Banco Santander nell'ambito di un processo negoziale competitivo" ed è "coerente con la valutazione del Gruppo Antonveneta (al netto di Interbanca e delle sue controllate) effettuata da BMps".

FONDAZIONE: "NON SPOSTEREMO SEDE". Intanto la Fondazione Mps fa sapere che manterrà la propria sede a Siena mentre all'orizzonte si intravede una modifica dello statuto volto a recepire alcune disposizioni legislative in materia di incompatibilità e i principi della Carta delle Fondazioni varata dall'Acri a proposito di governance, attività istituzionale e gestione del patrimonio.

GRILLI AL WSJ: "BANCA SOLIDA". Montepaschi è una banca "ancora solida", assicura intanto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, intervistato dal Wall Street Journal.
lunedì, 11 febbraio 2013