14/08/2020

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Ilva, governo: sì alla produzione durante operazioni di bonifica

Varato il decreto che prevede la possibilità di continuare a produrre durante la bonifica. Monti: provvedimento che salva lavoro, salute e ambiente. Dura presa di posizione dell'Anm e dei giudici di Taranto. La procura valuta costituzionalità o conflitto. Trovato il corpo dell'operaio disperso.

Ilva, governo: sì alla produzione
durante operazioni di bonifica

Ilva di Taranto

ROMA - Via libera del governo al decreto legge che permette all'Ilva di Taranto di riprendere la produzione. "E' un decreto salva ambiente, salute e lavoro", ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti presentando il provvedimento in conferenza stampa.  "Non possiamo ammettere - ha proseguito Monti - che ci siano contrapposizioni drammatiche tra salute e lavoro, tra ambiente e lavoro e non è neppure ammissibile che l'Italia possa dare di sé, in un sito produttivo così importante, un'immagine di incoerenza. L'intervento del governo è stato necessario - ha aggiunto Monti - perché Taranto è un asset strategico regionale e nazionale". In base al decreto, l'azienda potrà riprendere la produzione nel rispetto delle misure previste dall'Autorizzazione integrata ambientale che, inserita nel dl, acquisisce lo status di atto avente forza di legge. Viene istituito anche un Garante che vigili sull'applicazione delle norme a tutela dell'ambiente. Secondo alcune fonti giudiziarie, la Procura starebbe valutando l'eventualità di chiedere al giudice del Riesame che sia proposta eccezione di incostituzionalità del decreto legge sull'Ilva o di sollevare conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato in relazione allo stesso decreto.

IL GIP: PRIMA RISANARE, POI PRODURRE. Il provvedimento del governo arriva nel giorno in cui il gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco ha respinto un'ulteriore istanza di dissequestro degli impianti dell'area a caldo, sequestrati il 26 luglio scorso. Com'è possibile, si legge nel provvedimento del magistrato, sulla base di quanto emerso dalle indagini, ''autorizzare comunque l'Ilva alle attuali condizioni e nell'attuale stato degli impianti in sequestro, a continuare da subito l'attività produttiva'', senza ''prima pretendere'' gli interventi di risanamento? Per il gip i tempi di realizzazione della nuova Aia sono ''incompatibili con le improcrastinabili esigenze di tutela della salute della popolazione locale e dei lavoratori del siderurgico''.

CLINI, SANZIONI SE MISURE NON RISPETTATE. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha spiegato che in caso di inadempienze in tema di procedure e tempi di risanamento, per l'Ilva ''restano tutte le sanzioni già previste e in più introdotta la possibilità di una sanzione sino al 10% del fatturato annuo dello stabilimento''. Riguardo alla magistratura, il ministro Clini ha sottolineato che con questo provvedimento "l'Aia è legge, dovrà essere rispettata, e anche il Tribunale del riesame dovrà confrontarsi con questa legge".  Il ministro ha anche sottolineato che la "bonifica dei suoi esterni allo stabilimento di Taranto è una priorità".

PROVVEDIMENTO AL TERMINE DI UN LUNGO PROCESSO.
Il decreto, si ricorda inoltre in una nota di Palazzo Chigi, "è il risultato di un approfondito processo di consultazione e confronto tra il governo, le amministrazioni e i soggetti privati coinvolti". Un percorso iniziato a luglio, con la firma di un protocollo di intesa e lo stanziamento di 336 milioni di euro, proseguito ad agosto con un vertice nella città di Taranto, che ha portato il Consiglio dei ministri il 5 settembre a concordare un percorso definito con le amministrazioni territoriali di mantenimento della produzione, rispetto dell'ambiente e della salute. Il rilascio a ottobre da parte del ministero dell'Ambiente dell'autorizzazione integrata ambientale (Aia) ha anticipato gli obiettivi fissati dall'Unione europea in materia di BAT - best available technologies (tecnologie più efficienti per raggiungere obiettivi di compatibilità ambientale della produzione) di circa 4 anni.

IL GARANTE.
  Il Dl sull'Ilva - ha spiegato il sottosegretario alla presidenze del Consiglio Antonio Catricalà - prevede il ''Garante della vigilanza sull'attuazione degli adempimenti ambientali e di tutte le altre disposizioni del decreto, che sarà nominato con un successivo provvedimento''. Il garante ''potrà proporre le misure idonee, tra le quali anche provvedimenti di amministrazione straordinaria''in caso di criticità. 'Il garante - ha detto ancora Catricalà - deve essere persona di indiscussa indipendenza, competenza ed esperienza e sarà proposto dal ministro dell'Ambiente, dal ministro dell'Attività Produttive, e della Salute e sarà nominato dal presidente della Repubblica''.

IL NO DEL GIP. L'istanza di dissequestro era stata presentata dai legali del'Ilva di Taranto dopo che già nei mesi scorsi una prima richiesta era stata bocciata dallo stesso gip, sempre con parere negativo della Procura. Il 6 dicembre prossimo invece, dinanzi al tribunale del riesame di Taranto, sarà discussa l'istanza di dissequestro del prodotto finito e semilavorato giacente sulle banchine dell'area portuale del siderurgico. Al prodotto sono stati apposti i sigilli il 26 novembre scorso, sempre nell'ambito dell'inchiesta per disastro ambientale, poiché secondo l'accusa il prodotto giacente è stato ottenuto utilizzando gli impianti dell'area a caldo sotto sequestro senza facoltà d'uso dal 26 luglio scorso.

MORTO L'OPERAIO DISPERSO. Oggi è arrivata anche la drammatica notizia del ritrovamento del corpo dell'operaio disperso in seguito alla tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento mercoledì scorso. Francesco Zaccaria, 29 anni - nato a Taranto e residente nella frazione di Talsano - era scomparso due giorni fa nelle acque di Mar Grande. "Il corpo - ha detto uno degli ufficiali della Guardia costiera impegnati nelle ricerche - era all'interno della cabina. Siamo riusciti a individuarlo perché sono migliorate oggi le condizioni del tempo e soprattutto la visibilità". La cabina guida della gru, che si era spezzata ed era caduta in mare, era a una trentina di metri di profondità, ricoperta da un grosso strato di fango. Sull'incidente la procura ha aperto un'inchiesta. A Taranto è stato proclamato il lutto cittadino.

NAPOLITANO: "VICINO AL DOLORE DELLA FAMIGLIA". "Appresa la drammatica notizia del ritrovamento in mare del corpo dell'operaio dell'Ilva - si legge in una nota del Quirinale - , il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha chiesto al prefetto di rappresentare la sua commossa partecipazione al dolore della famiglia e la solidale vicinanza ai lavoratori dell'Ilva". 

CASSA INTEGRAZIONE PER OLTRE MILLE LAVORATORI. La tromba d'aria che ha colpito lo stabilimento di Taranto ha causato danni per diversi milioni di euro e ha avuto come conseguenza la messa in cassa integrazione per 1.031 dipendenti dal 28 novembre fino al 3 dicembre prossimo. La decisione è stata comunicata all'azienda ai sindacati.

sabato, 01 dicembre 2012