14/08/2020

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Legge elettorale. Schifani: "Senza riforma Grillo va all'80%". La replica: "Contro il M5S un colpo di Stato"

Il presidente del Senato: "Ce la sto mettendo tutta e ce la facciamo, altrimenti dal 30 va all'80%". Il leader del MoVimento 5 Stelle: "Con il tetto del 42,5% per il premio di maggioranza, vogliono impedire a tavolino una nostra possibile vittoria e replicare il Monti bis".

Legge elettorale. Schifani: "Senza riforma Grillo va all'80%". La replica: "Contro il M5S un colpo di Stato"

Una scheda elettorale

ROMA - "Ce la sto mettendo tutta e ce la facciamo, altrimenti Grillo dal 30 va all'80%". Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani, intervistato da Fiorello a margine di una visita all'associazione Andrea Tudisco, una onlus che ospita bambini oncologici e le loro famiglie. "Spero che il mio ottimismo a breve si traduca in certezza. Ci sono notevoli margini per pensare che a breve si arrivi ad un'ampia intesa tra le forze parlamentari. Tra i partiti c'è una fase estremamente delicata e costruttiva. I partiti con grande responsabilità stanno facendo in modo che il provvedimento arrivi in Aula per una riforma condivisa. Oramai i tempi sono brucianti - conclude - le lancette si devono fermare".

GRILLO: "COLPO DI STATO".
Pronta la replica del leader del MoVimento 5 Stelle: "Di fronte al colpo di Stato del cambiamento della legge elettorale in corsa, e al tetto del 42,5% per il premio di maggioranza per impedire a tavolino la possibile vittoria del M5S e replicare il Monti bis -scrive Grillo sul suo blog - la UE tace. Chissà forse ci farà una multa per divieto di sosta a Montecitorio. Napolitano (che non ci dorme la notte) e i partiti vogliono cambiare in corsa la legge elettorale, un attimo prima della fine della legislatura dopo aver ignorato la questione dal 2006. Quando scappa, scappa", aggiunge Grillo. "Gli obiettivi sono due": fermare il M5S e fare il Monti Bis.

BERSANI: "NON USO PAROLE GRILLO MA NON CI PIACE". "Magari non uso i termini di Grillo ma non piace neanche a noi": così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha commentato le parole di Beppe Grillo che ha definito un 'colpo di Stato' un premio di maggioranza con la legge elettorale nel caso si superi la soglia del 42,5%. "Non piace neanche a me se è l'unica misura che si intende mettere. E' una misura praticamente irraggiungibile. Senza nessun'altra misura, nessun altro premio di governabilità si potrebbe arrivare ad una situazione di ingovernabilità e questo non farebbe certo bene a un paese come l'Italia. Attenzione, perché non stiamo ragionando per il Pd, stiamo ragionando prima di tutto per l'Italia", conclude.

M5S: "UE COME ALIBI".
Grillo ricorda che la Commissione Europea per la Democrazia attraverso il Diritto ha sancito nel 2003 che le regole elettorali "non devono poter essere modificati nell'anno che precede l'elezione, o dovrebbero essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria". Per Grillo "i partiti italiani usano la Ue come un alibi, alla bisogna, quando serve, come per la Tav in Val di Susa, che in realtà non vuole più nessuno in Europa, oppure la ignorano completamente, come avviene per il falso in bilancio, la legge anticorruzione (che ci viene chiesta dal 1999), il conflitto di interessi, l'elezione di condannati in Parlamento e per tutte le immani porcate per le quali siamo 'calpesti e derisi' ".

"TO UE OR NOT TO UE". Per Grillo, "l'euro è il dito, ma la Ue è la luna, la sua parte nascosta, di cui si sa poco o nulla. L'italiano è più a conoscenza dei dibattiti del Senato americano che delle decisioni prese a Bruxelles. Forse perché non c'è molto da dire di un luogo che assomiglia a un club Med, a un dolce esilio dei trombati alle elezioni nazionali come Mastella". E dunque, "c'è del marcio a Bruxelles" ironizza Grillo in un articolo che si intitola, appunto, "To Ue, or not to Ue" e si chiude, immancabilmente con il saluto: "Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere...".venerdì, 09 novembre 2012