24/05/2013

Calcioscommesse. Bonucci e Pepe in aula, con loro l'ad Marotta

La Juve si schiera al fianco dei due calciatori con l'amministratore delegato Marotta giunto a Roma nell'ex Ostello della gioventù del Foro Italico, dove è in corso il processo sul Calcioscommesse. Bonucci e Pepe sono imputati per la presunta combine in Udinese-Bari, del 9 maggio 2010.

Calcioscommesse. Bonucci e Pepe in aula, con loro l'ad Marotta

Leonardo Bonucci

ROMA - E' saltata l'ultima possibilità di patteggiamento tra il procuratore federale Stefano Palazzi e i legali di Leonardo Bonucci e Simone Pepe, nel processo al calcioscommesse. Palazzi aveva chiesto alla disciplinare un'interruzione per cercare di trattare i patteggiamenti con i legali di Bonucci, Pepe, di Belmonte, di Salvatore Masiello e dell'Udinese per la presunta combine di Udinese-Bari. La trattativa è però saltata' perché "troppo complessa", ha detto palazzi. E' in corso l'arringa difensiva dei legali di Bonucci. Oltre ai due bianconeri, questa mattina è giunto all'ex ostello della Gioventù del Foro italico anche l'ad del club, Giuseppe Marotta. Pepe e Bonucci - lo ricordiamo - sono imputati per la presunta combine in Udinese-Bari, del 9 maggio 2010. Per il difensore, ex Bari, deferito per illecito sportivo, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto la squalifica di tre anni e sei mesi. Per Pepe, ex Udinese, deferito per omessa denuncia, la richiesta è di un anno di stop. Qualche minuto dopo il loro arrivo, il presidente della Commissione disciplinare, Sergio Artico, ha dato inizio alla seconda udienza del procedimento basato sugli atti trasmessi dalla procura della Repubblica di Bari.

DI VAIO, SE DEVO SMETTERE CHIEDO CERTEZZE. "Sono emozionato perché mi sto giocando una delle partite piu importanti nella mia vita, se non la più importante". Con queste parole l'ex capitano del Bologna, Marco Di Vaio, ha esordito nell'aula dell'ex Ostello della gioventù del Foro Italico, dov'é in corso il processo al Calcioscommesse, basato sugli atti trasmessi dalla Procura di Bari. L'attaccante della squadra canadese dei Montreal Impact, per cui il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto un anno di stop per omessa denuncia in relazione alla presunta combine di Bologna-Bari del maggio 2011, si è rivolto quindi ai giudici della Disciplinare, ribadendo la propria innocenza. "Sono qui da due giorni e c'é una sola certezza - le parole dell'ex attaccante della Juventus -: la mia conoscenza con Masiello (Andrea, ex capitano 'pentito' del Bari, ndr), perché abbiamo giocato due anni a Genova. Lui, però, non fa mai riferimento a me, evita sempre di fare il mio nome. Poteva chiamarmi tranquillamente, perché il mio numero di telefono è sempre lo stesso, ma non mi ha mai contattato". "Da Palazzi ho sentito solo dubbi - ha quindi aggiunto - chiedo a voi certezze, perché sono un padre di famiglia, devo rendere conto a loro e ai miei datori di lavoro. Se devo smettere giocare, cosa che amo di più nella mia vita, chiedo almeno di stare a casa con una certezza. Altrimenti sarebbe logorante per il resto della vita". "Chiedo verità assolute, non dubbi", ha concluso Di Vaio.

PORTANOVA, IO ESEMPIO E LOTTERO' PER VERITA'. "Sono sempre stato un esempio per i miei colleghi, sia giovani che meno giovani, ma adesso mi trovo qui a lottare per difendere la mia carriera dalle accuse di due scommettitori che hanno combinato diverse partite. Credo nella giustizia e da oggi, finché non viene fuori la verità, lotterò in ogni sede". Il difensore del Bologna, Daniele Portanova, gioca in difesa anche nell'aula dell'ex Ostello della gioventù del Foro Italico, dov'é in corso il processo al Calcioscommesse relativo al filone d'inchiesta della Procura di Bari. Il difensore rossoblù, per il quale il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto tre anni di squalifica sul presunto illecito commesso in occasione di Bologna-Bari del maggio 2011, si è rivolto direttamente ai giudici della Disciplinare. "Sto soffrendo da otto mesi - ha confessato Portanova -. Ho sempre rispettato il lavoro delle Procure, ma mi trovo a combattere per la mia vita e la carriera. Voglio dire solto che ho rispettato Palazzi". "Mi ha dato fastidio che abbia pensato come, assieme a mia moglie e mio figlio, abbia potuto combinare la partita in piazza Maggiore (l'accordo, secondo i 'pentiti', sarebbe avvenuta nella piazza principale di Bologna, ndr)", ha concluso Portanova. Anche il giorno dopo la tempesta, innescata dalla richiesta di squalifica di un anno e tre mesi per il tecnico della Juventus Antonio Conte e il suo vice Angelo Alessio, non è un giorno tranquillo per il club bianconero.

LE RICHIESTE PER BONUCCI E PEPE. Nella prima udienza del processo al Calcioscommesse basato sugli atti di Bari,  sono piombate le pesanti richieste per gli juventini Leonardo Bonucci e Simone Pepe: tre anni e sei mesi per il difensore per illecito sportivo aggravato; un anno per il centrocampista per omessa denuncia. Il tutto a meno di 24 ore dal nuovo scontro tra il club campione d'Italia e la Federcalcio. Entrambi i bianconeri sono stati deferiti per la presunta 'combine' di Udinese-Bari del 9 maggio 2010, quando Bonucci vestiva la maglia dei pugliesi e Pepe quella dei friulani. Ad accusarli l'ex capitano del Bari Andrea Masiello, il 'pentito' di questo filone d'inchiesta, che, grazie alle sue rivelazioni, si è visto accordare dalla Commissione Disciplinare un patteggiamento di 26 mesi di squalifica e 30mila euro di ammenda. 'Pentito' ma anche protagonista di quella fitta rete di contatti tra calciatori e scommettitori che alterava e lucrava sui risultati del Bari, che ha patteggiato 5 punti di penalizzazione e 80mila euro di ammenda. In aula, però, il Procuratore federale Stefano Palazzi ha difeso la credibilità del giocatore. "Sulla base dei dati probatori emerge la responsabilità dei soggetti incolpati - le parole di Palazzi -. Le dichiarazioni accusatorie di Masiello sono riscontrate. Bonucci parla di contraddittorietà delle dichiarazioni di Masiello. A nostro avviso non c'é, ma esiste il progressivo arricchimento delle dichiarazioni. Masiello passa successivamente a una condotta pienamente collaborativa". Domattina l'avvocato Luigi Chiappero, che oggi ha fatto mettere agli atti il video di Udinese-Bari e alcuni articoli di giornale "che hanno dato 7 in pagella a Bonucci", cercherà di smontare ogni accusa. Così anche per Pepe, tirato in ballo da Masiello per una telefonata per 'sistemare' il match tra lo juventino e Salvatore Masiello, ex Bari oggi al Torino, per cui sono stati chiesti 3 anni e 6 mesi."Elemento in comune è la passione di Pepe per la Ferrari - ha detto Palazzi, che ha chiarito anche l'incertezza delle dichiarazioni del pentito -, se dice 'la vuoi comprare o la vuoi vendere' ciò non cambia il quadro probatorio. E' un elemento qualificante, peraltro non ci risulta che Masiello (Andrea, ndr) abbia mai conosciuto Pepe e quindi la sua passione per le Ferrari ha potuto soltanto ascoltarla da altri. L'avvenuta telefonata è comprovata, anche se non esiste materiale probatorio dalla procura ordinaria".

Le altre richieste di squalifica riguardano diversi protagonisti del Bari delle stagioni 2009/10 e 2010/11 o avversari occasionali dei pugliesi che avrebbero partecipato alle 'combine' di vari incontri, coinvolgendo così, per responsabilità oggettiva, anche i loro club di appartenenza. Salvo nuovi patteggiamenti, sono 12 tesserati e tre società che andranno a sentenza, e per cui Palazzi ha formulato le sue richieste: 9 mesi di squalifica in continuazione per Antonio Bellavista; 4 anni per Nicola Belmonte; 3 anni e 6 mesi per Simone Bentivoglio, Salvatore Masiello, Giuseppe Vives; 3 anni per Stefano Guberti, Daniele Padelli e Daniele Portanova; un anno per l'ex capitano del Bologna Marco Di Vaio. Rischia di più l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro che avrebbe comprato il derby del maggio 2011. Per lui chiesta l'inibizione di 5 anni più preclusione. La società salentina vede invece la Lega Pro e una penalizzazione di 6 punti in classifica; mentre per l'Udinese Palazzi ha chiesto un0ammenda di 50mila euro. Potrebbe andare peggio al Bologna, per cui sono stati chiesti 2 punti di penalizzazione e 50mila euro di ammenda. Altre società sono, invece, uscite dal procedimento grazie al patteggiamento: Siena (80mila euro che si sommano ai 6 punti e ai 20mila euro patteggiati per il processo sugli atti di Cremona), Sampdoria (un punto e 30mila euro) e Portogruaro (5mila euro). In tutto i patteggiamenti, oggi, sono stati 14: ma poiché tanti avvocati hanno deciso di spostare a domani il loro intervento in aula, la sensazione è che qualcun altro decida di chiudere rapidamente i propri conti con la giustizia.

sabato, 04 agosto 2012