25/09/2021

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Annuncio storico di Ocalan, "cessate il fuoco" con Ankara

Migliaia in piazza a Diyarbakir. Nel messaggio, Ocalan ha annunciato anche il ritiro dei separatisti curdi dal territorio turco. Il capo militare del Pkk: "Obbediremo". E' un passo definitivo verso la soluzione di un conflitto che dura da 30 anni e che ha provocato oltre 40mila vittime.

Annuncio storico di Ocalan,
"cessate il fuoco" con Ankara

Manifestazioni in attesa di Ocalan

ANKARA - E' una tregua storica, quella annunciata oggi da Ocalan, leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk). Ecco perché migliaia di persone si sono riunite a Diyarbakir, enclave curda e città più importante nel sud est della Turchia. Nelle parole di "Abu", così è chiamato il leader dei curdi, c'è l'appello ai suoi militanti ad abbandonare le armi e la fine di un conflitto che dal 1984 ha ucciso quasi 40mila persone. Un annuncio che arriva dopo mesi di trattative proprio tra il governo di Ankara e il Pkk.

LE PAROLE DI OCALAN. "E tempo della politica, non delle armi", così inizia il messaggio di Ocalan ai militanti curdi. Il leader chiede di "abbandonare il territorio turco" e di "mettere fine alla lotta armata", nel quadro di un piano di pace con le autorità di Ankara. Le sue parole sono lette da due deputati curdi in una piazza centrale di Diyarbakir, gremita di gente. Il loro leader non c'è perché è dal 1999 unico detenuto nell'isola prigione di Imrali, vicino a Istanbul, condannato per attività separatista armata. Era stato catturato a Nairobi e poi condannato a morte, ma nel 2002 la sua pena è stata commutata in ergastolo. 

TREGUA STORICA. Poco dopo la lettura del messaggio, il capo militare del Pkk ha fatto sapere che "obbedirà" agli ordini di Ocalan. In passato, i ribelli curdi avevano già proclamato altri cessate il fuoco, che erano però stati ignorati dal governo. Ankara aveva infatti promesso di lottare fino all'ultimo contro il Pkk. Il governo del premier Recep Tayyip Erdogan ha invece annunciato a dicembre di aver tenuto colloqui con Ocalan, per persuadere i combattenti separatisti al disarmo. Come parte dell'accordo, Ankara dovrebbe aumentare i diritti dei curdi tramite una serie di riforme, fra cui una Costituzione più democratica che sancisca uguali diritti fra curdi e turchi, incrementando inoltre i poteri delle autorità locali.

LA PROPOSTA CURDA. Tra le richieste dei ribelli c'è invece la scarcerazione di centinaia di attivisti in cella, condannati per presunti legami con il Pkk, oltre che un miglioramento delle condizioni detentive di Ocalan. Condizione chiave per l'accordo è che i combattenti ribelli non vengano attaccati in alcun modo nel corso della loro ritirata, che inizialmente riguarderà l'Iraq settentrionale, ed Erdogan si è detto disponibile a istituire una commissione indipendente che segua il ritiro. La precisazione è stata giudicata necessaria dal Pkk perché del 1999 il governo attaccò i combattenti che si stavano ritirando per ordine di Ocalan, che poco prima della cattura aveva fatto appello alla pace. Nel 2004 i ribelli furono nuovamente aggrediti durante un'altra ritirata.

Redazione onlinegiovedì, 21 marzo 2013