13/11/2019

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Nei giovani la dipendenza da web può causare depressione

La dipendenza da Internet influenza in modo negativo l'umore dei giovani, tanto da poterli indurre alla depressione. A stabilirlo e' una ricerca condotta dagli esperti dell'Universita' degli Studi di Milano e della Swansea University (Regno Unito).

Nei giovani la dipendenza da web può causare depressione

web e giovani

MILANO - Lo studio è appena stato pubblicato sulla rivista scientifica PlosOne, e ha esaminato gli effetti dell'esposizione al web sul breve periodo. Lo studio, condotto da Roberto Truzoli e Michela Romano dell'Universitaà di Milano e da Phil Reed e Lisa A. Osborne della Swansea University, ha esaminato l'impatto immediato dell'esposizione a Internet sugli stati psicologici e sull'umore di persone dipendenti da Internet e su utenti di Internet non dipendenti, con un'età media di 24 anni.
LA RICERCA - ''I 60 partecipanti - spiegano gli autori della ricerca - hanno svolto una batteria di test psicologici per misurare i livelli di dipendenza da web, l'umore, l'ansia, la depressione, la schizotipia e i tratti di autismo''. Quindi i partecipanti hanno utilizzato liberamente Internet per 15 minuti e successivamente sono stati nuovamente valutati per l'ansia e l'umore. ''Un primo risultato dello studio - dicono i ricercatori - è che le persone dipendenti da Internet hanno evidenziato una marcata riduzione del tono dell'umore subito dopo aver smesso di utilizzare Internet rispetto ai partecipanti non dipendenti, rilevando un evidente impatto negativo sull'umore. L'impatto negativo immediato sull'umore delle persone dipendenti puo' contribuire all'aumento dell'uso di Internet da parte di questi individui che cercano di modificare il loro umore impegnandosi ulteriormente nell'utilizzo di Internet, rafforzando così la spirale di dipendenza. Questo fenomeno suggerisce un possibile meccanismo di mantenimento del comportamento di dipendenza''.
CAMBI DI UMORE REPENTINI - Il principale dato nuovo dello studio, commenta Truzoli, ''è l'evidenziazione di cosa succede all'umore di coloro che sono dipendenti appena smettono di navigare. Si conferma che le persone con pregressi disturbi dell'umore e d'ansia possono essere a rischio di uso eccessivo di Internet. La rilevazione di tratti autistici però - conclude l'esperto - è una evidenza nuova potenzialmente interessante, ma le ragioni di questa associazione sono attualmente poco chiare e richiederanno nuove ricerche''.
COME PREVENIRE QUESTI DISTRUBI - Ci sono molti fra i giovani, ma ormai anche fra i giovani adulti, che fanno più cose contemporaneamente, sono multitasking: chat, i-pod, messaggini ecc. Tutte queste attività sovrapposte causano disturbi dell’attenzione e limitano il cervello a ricordare e riducono la memoria. Tenendo conto che il cervello si rigenera con nuove connessioni anche in età avanzata; può essere esercitato in modo tale da migliorare le sue performance. Come allora una mente giovane può preservarsi dai pericoli del web e come una adulta può essere riprogrammata dall’era di internet?  “Il cervello non può essere violato da sistemi che purtroppo accelerano le sue funzioni e accelerare le sue funzioni significa escluderne altre- sotttolinea il prof. Michele Trimarchi, psicologo, fondatore della neuropsicofisiologia e presidente dell'International Society of Neuropsychophysyology (ISN) di Roma - Proprio perché il cervello è uno strumento sofisticatissimo, meraviglioso, con due emisferi che processano in maniera diversa, noi  dobbiamo comprendere bene come queste informazioni dovrebbero essere processate dal proprietario del cervello. Ci deve essere un pilota, che sa gestire perfettamente queste informazioni, decodificandole sia nei loro contenuti formali, convenzionali, simbolici che nei contenuti reali. Questo è un processo che, purtroppo, diventa sempre più difficile data la velocità e la quantità di informazioni che raggiungono al cervello. E allora ecco che la confusione aumenta - conferma il prof. Trimarchi -  Se c’è un pilota all’interno del cervello che sa selezionare, scegliere ed elaborare le informazioni che arrivano internet il problema non si pone. Ma oggi questo pilota all’interno del cervello ancora non c’è e, nella piazza virtuale del web, ci sono sempre una marea di informazioni adescatrici che cercano di catturare l’attenzione. Queste informazioni ci rimangono attaccate e proseguono poi nelle direzioni che gli vengono indicate per scopi ben diversi dallo sviluppo: sia della coscienza che della saggezza. E allora come fare ? Bisogna educare sin da piccoli i bambini a limitare l’uso di internet,- suggerisce il prof. Trimarchi -  limitando il tempo di esposizione al web, per gestire il proprio rapporto con internet. Frenare la velocità di queste informazioni, assistendo ed aiutando i bambini a riconoscere le informazioni spazzatura che arrivano da internet ed entrano nel cervello come dei veri e propri virus che alterano le funzioni cerebrali causando depressione, limitando l’uso della memoria, alterando l’intelligenza, perché trascinano la mente in direzione logica che apparentemente sono perfette ma che si allontanano completamente dalla realtà”.domenica, 17 febbraio 2013