16/06/2019

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Wikileaks, Sarkozy: "Pubblicazione irresponsabile e pericolosa". Berlino: "Come la Stasi".

Le reazioni dopo la divulgazione dei documenti segreti. L'Onu: "Le Nazioni Unite sono inviolabili". Gerusalemme: "Israele ne esce bene".

Wikileaks, Sarkozy: "Pubblicazione irresponsabile e pericolosa". Berlino: "Come la Stasi".

Wikileaks

ROMA - Dalla rabbia della Francia che parla di "attacco alla sovranità di Stato" alla presa di posizione dell'Onu, che ricorda che le Nazioni Unite devono essere considerate "inviolabili". Passando per i silenzi imbarazzati della Russia e dei Paesi del Golfo Persico alla soddisfazione di Gerusalemme, secondo cui Israele "viene fuori molto bene", in quanto i documenti pubblicati mostrano la solidità delle sue posizioni sull'Iran. Ecco le reazioni alla nuova ondata di rivelazioni di Wikileaks, che ha pubblicato i dispacci riservati inviati dalle ambasciate Usa a Washington.

"ONU SIA INVIOLABILE". Dal Palazzo di Vetro, tirato in ballo per il presunto spionaggio nei confronti dei suoi vertici e degli ambasciatori accreditati, il portavoce Farhan Haq ha ricordato agli Stati Uniti che le Nazioni Unite "dovrebbero essere considerate inviolabili". L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite Vitaly Ciurkin, commentando il documento firmato dal segretario di Stato Hillary Clinton in cui si chiede ai diplomatici americani all'Onu di raccogliere informazioni personali sui delegati degli altri Paesi, ha commentato con un ironico "che sorpresa!".

SARKOZY: "IRRESPONSABILE E PERICOLOSO". Per il presidente francese Nicolas Sarkozy, la pubblicazione di informazioni diplomatiche da parte di Wikileaks è ''irresponsabile'' e ''pericolosa''. "Abbiamo rinnovato la nostra solidarietà all'amministrazione americanae  naturalmente, siamo in contatto loro", ha detto il portavoce del governo francese, Francois Baroin", sottolineando che quanto successo avrà come conseguenza di ridefinire ''le modalità di trasmissione dei documenti di natura diplomatica all'interno del dispositivo della diplomazia francese". La Francia ha condannato duramente la diffusione dei dispacci diplomatici americani, affermando che si tratta di un vero e proprio "attacco alla sovranità dello Stato". Esprimendo agli Usa solidarietà per le "inaccettabili rivelazioni che mettono in pericolo uomini e donne", Francois Baroin, portavoce del governo, ha sottolineato che la fuga di notizie non avrà conseguenze sui rapporti tra i due Stati. Nessun commento sui documenti poco lusinghieri sul conto del presidente Nicolas Sarkozy, descritto come "un re nudo, suscettibile e autoritario", o sugli aerei da combattimento venduti al Bahrein, bollati come "tecnologia di ieri".

ISRAELE: "LEADER ARABI DENUNCINO IRAN". Il premier israeliano Benyamin Netanyahu non ritiene che le rivelazioni di Wikileaks abbiano danneggiato Israele. Anzi, fonti di Gerusalemme sostengono che quanto emerso confermi la netta e coerente presa posizione del governo nei confronti del regime di Teheran. E proprio a proposito dei timori espressi dai leader arabi per il programma nucleare iraniano - stando ai documenti diffusi da Wikileaks - Netanyahu ha detto che la maggiore minaccia alla pace deriva dal riarmo dell'Iran. "Un numero crescente di leader in Medio Oriente comprendono l'entità della minaccia da parte di Teheran. Ma c'è un divario tra ciò che essi dicono in pubblico e ciò che dicono a porte chiuse. Spero che trovino il coraggio di parlare apertamente al loro popolo, potrebbe essere una svolta sulla via della pace".

ARABIA SAUDITA. Nessun commento ufficiale alle rivelazioni sul pressing di Riad per un intervento contro l'Iran è arrivato dall'Arabia Saudita, ma un consigliere del governo ha definito "tutta la cosa molto negativa e un male per gli sforzi volti ad accrescere la fiducia".
 
VATICANO: "NESSUN DANNO". La pubblicazione dei documenti diplomatici degli Stati Uniti diffusi da Wikileaks non modificherà "sostanzialmente i rapporti tra gli Stati Uniti e le diverse diplomazie mondiali". Questa l'analisi dell'Osservatore romano, il quotidiano ufficiale della Città del Vaticano. Il giornale specifica che "anche se dai documenti spiccano critiche nei confronti dei diversi leader, la Casa bianca ha diffuso un comunicato in cui spiega che i contenuti non esprimono politiche governative".

BERLINO: "COME LA STASI". "Le relazioni tra Usa e Germania non verranno messe a rischio da Wikileaks". Così il portavoce del governo tedesco Steffen Seilbert ha commentato i rapporti in cui i diplomatici americani esprimono giudizi negativi sul cancelliere Angela Merkel, definita come una donna "ostinata, propensa a evitare i rischi e poco creativa quando si trova stretta all'angolo", ma anche "metodica, razionale e pragmatica". Nei rapporti inviati dall'ambasciatore Philip Murphy al Dipartimento di stato non vi sono giudizi poco teneri solo sul cancelliere: il ministro degli Esteri, Guido Westerwelle, è definito una persona "aggressiva e di scarso spessore". Il ministro delle Finanze Wolfgang Schauuble ha ammesso di non avere ancora letto le parti dei documenti che lo riguardano, ma ha aggiunto: "Ho scarso interesse al riguardo. Non ho letto ancora nemmeno il mio dossier della Stasi". Nei documenti, Schauuble è descritto come un "un vecchio nevrotico e pieno di rabbia, ma un solido alleato nella lotta al terrorismo".

lunedì, 29 novembre 2010