21/10/2019

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Scontri a Roma, Maroni: "Non condivido il rilascio dei fermati"

Secondo il ministro dell'Interno, che oggi ha riferito al Senato su quanto avvenuto martedì scorso, "sono state evitate conseguenze più gravi". Ed esprime "preoccupazione" per le manifestazioni previste la prossima settimana, quando si voterà a Palazzo Madama la riforma Gelmini.

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Scontri a Roma, Maroni: "Non condivido il rilascio dei fermati"

Roberto Maroni

ROMA - Il ministro Maroni critica la decisione dei magistrati di Roma di rimettere in libertà 22 dei 23 manifestanti fermati durante gli scontri di martedì scorso e difende l'operato delle forze dell'ordine. E' questo il nucleo dell'intervento del ministro dell'Interno, che oggi ha riferito al Senato sulla vicenda.

EVITATE CONSEGUENZE PEGGIORI. A chi ha criticato la reazione di poliziotti e finanzieri alle proteste dei ragazzi scesi in piazza nel centro storico di Roma nel giorno in cui è stata votata la fiducia al governo Berlusconi, Maroni ha risposto sottolineando che la professionalità delle forze dell'ordine ha "evitato conseguenze più gravi e ha garantito la libertà di espressione di chi voleva manifestare pacificamente".

SOLIDARIETA' AD AGENTI FERITI. Il ministro ha anche voluto esprimere "vicinanza e solidarietà a chi è rimasto ferito per porre argine a una guerriglia messa in atto da gruppi violenti animati solo dall'intento di creare incidenti".

INFILTRAZIONI? ILLAZIONI OFFENSIVE. Ancora in difesa della professionalità di agenti, finanzieri e carabinieri intervenuti, il titolare del Viminale ha definito "destituite di ogni fondamento le illazioni sulla presenza di infiltrati negli scontri". Si tratta, ha aggiunto, di "ipotesi offensive nei confronti delle forze dell'ordine", perché "la verità è che gli agenti hanno agito con senso di responsabilità esemplare". "I professionisti della violenza non possono trovare sponda da forze politiche, ma vanno isolati e perseguiti con il massimo rigore", ha concluso.

PREOCCUPAZIONI. Ci sono "preoccupazioni" in vista delle manifestazioni in programma la prossima settimana, quando è previsto al Senato il voto finale sulla riforma Gelmini: "Bisogna adeguare tempestivamente l'ordine pubblico per prevenire altre occasioni di guerriglia urbana", ha spiegato Maroni.

SCARCERAZIONE. E sulla decisione di rimettere in libertà 22 manifestanti sui 23 fermati in totale, Maroni ha detto di "rispettarla" ma "non di condividerla", perché "questi violenti fermati hanno infatti la possibilità di reiterare le violenze". "Logico sarebbe stato mantenere per loro le misure restrittive", ha aggiunto Maroni.

venerdì, 17 dicembre 2010