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Strage di Oslo, contro-perizia su Breivik: è sano di mente
Una nuova perizia psichiatrica sull'autore della strage di Oslo del luglio scorso smentisce la prima perizia che lo aveva dichiarato affetto da "schizofrenia paranoide". Ma forse lo stesso Breivik avrebbe modificato il suo comportamento per essere dichiarato sano di mente.

Andres Breivik
OSLO - Il killer delle stragi in Norvegia, a Oslo e Utoya, Anders Behring Breivik, è sano di mente, pertanto può andare in carcere. Lo ha stabilito oggi una nuova perizia psichiatrica, che ritiene l'estremista di destra pienamente responsabile delle sue azioni. Secondo i media locali il nuovo esame medico crea una situazione davvero inusuale al processo in corso contro lo stragista. Il tribunale di Oslo si trova infatti a dovere tenere conto di due rapporti con conclusioni radicalmente diverse.
LA PRIMA PERIZIA. Nella prima perizia ufficiale, realizzata lo scorso anno da due esperti, si era arrivati alla conclusione che l'autore dei massacri, che oggi ha 33 anni, era uno psicotico che soffriva di ''schizofrenia paranoide''. Ciò gli avrebbe aperto le porte di un manicomio e non quelle di un carcere. Ma una contro-perizia, ordinata dopo il clamore suscitato dai risultati del primo esame, ha al contrario concluso che Breivik è completamente sano di mente e può essere ritenuto responsabile delle sue azioni davanti alla giustizia.
BREIVIK VORREBBE ESSERE RICONOSCIUTO SANO DI MENTE. La Commissione medico-legale, che ha convalidato il primo esame, ha comunque chiesto agli autori della contro-perizia un surplus di informazioni prima di mettere agli atti anche i risultati di questo secondo esame. Secondo la Commissione i due esperti psichiatri non hanno sufficientemente tenuto in conto il fatto che Breivik possa avere ''modificato'' il proprio comportamento con l'obiettivo di essere riconosciuto penalmente responsabile, come effettivamente desidera lo stesso killer. La questione sulla salute mentale di Breivik è uno dei punti chiave delle udienze. Al di là del fatto che la prigione possa garantirgli uno ''stile di vita'' meno invidiabile rispetto al manicomio, l'estremista vuole essere dichiarato penalmente responsabile per non assistere al fatto che la sua ideologia anti-islam possa essere invalidata da una diagnosi.
LA STRAGE. Il 22 luglio del 2011 Brevik ha ucciso 69 persone, aprendo il fuoco nell'isola di Utoya, dopo averne massacrate altre otto facendo esplodere una bomba davanti alla sede del governo norvegese. Se riconosciuto penalmente irresponsabile rischia di essere internato a vita. In caso contrario dovrà scontare 21 anni di prigione. Il verdetto è atteso a luglio.