26/10/2021

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La cava dei dinosauri

Nel nostro Blog "I tesori da salvare", sulle bellezze artistiche e archeologiche in Italia che necessitano di valorizzazione e cura sono arrivati moltissimi messaggi sulla cava Pontrelli, ad Altamura, dove sono state scoperte migliaia di impronte di dinosauri.

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La cava dei dinosauri

Un dinosauro nella cava Pontrelli?

Di Virginia Volpe

ALTAMURA – Le impronte di dinosauro della cava Pontrelli, ad Altamura, sono rimaste intatte per 65 milioni di anni e adesso quasi 14 anni si incuria le stanno rovinando.

LA SCOPERTA. Nel 1999, ad Altamura, Bari, in una zona di roccia calcarea, la cava Pontrelli, vengono alla luce oltre 20mila impronte di dinosauri risalenti a circa 65 milioni di anni fa. Gli studiosi parlano di una scoperta di importanza mondiale: le orme sono organizzate in vere e proprie piste, sono così ben conservate da fornire informazioni sull’apparto motorio scheletrico, la postura e l’andatura degli animali. Sono arrivate fino ai giorni nostri, probabilmente, per la presenza, nel terreno paludoso, di tappeti di alghe che hanno permesso la cementazione dell'impronta. Dalla lettura delle impronte e soprattutto delle piste si evincerebbe che si trattava di una tranquilla zona di pascolo per grandi erbivori. Ne vengono portate alla luce circa 500 e, con un saggio su un pezzo di pietra si stima la presenza di altre 20mila.


Le orme nella cava.

GRANDE INT
ERESSE. Inizialmente c’è un grande interesse per la scoperta: nei primi 2 anni arrivano migliaia di visitatori. Poi, lentamente, cambiano le cose, fino a che la proprietà non decide di chiudere per mancanza di servizi e dotazioni di sicurezza. Una perdita doppia: sia per tutti coloro che vorrebbero visitare il sito e non possono, sia per lo stato di conservazione delle impronte, che si degradano a causa degli agenti atmosferici. Inoltre aprire al pubblico la zona archeologica potrebbe portare grandi introiti con il turismo. Basti vedere che cosa è successo in Spagna, dove a Soria, a 200 km da Madrid è stato costruito un parco dei dinosauri a partire dalla scoperta di poche decine di orme. Migliaia di persone vi si recano ogni anno.

SITUAZIONE COMPLESSA. La situazione è complessa, perché il terreno della cava è di proprietà privata e non si riesce a trovare un accordo con le istituzioni pubbliche. L’intera area è di 175mila metri quadri, e la superficie delle impronte è di 17 mila metri quadri. "All’inizio si è pensato ad un accordo tra pubblico e privato – ha affermato Enzo Fiore, amministratore della società proprietaria, la Valle dei dinosauri srl - anche alla creazione di una fondazione, ma in questi anni non si è fatto nulla, sono cambiate 3 amministrazioni comunali e parecchi sovrintendenti". Il problema principale è la quantificazione del valore del sito, la stessa società, alcuni anni fa ha proposto una perequazione urbanistica con il Comune di Altamura di 8 milioni di euro. In pratica uno scambio: trasformare un terreno della società da agricolo a edificabile con fabbricati che abbiano una cubatura equivalente a un valore di 8 milioni di euro. Il Comune non ha accettato. "Poi sono passati 10 anni – ha continuato Fiore – e altre proposte non ce ne sono state".

IL CONVEGNO. In un convegno, organizzato lo scorso dicembre dall’Associazione Spiragli, impegnata a sensibilizzare l’opinione pubblica sullo stato di abbandono della cava Pontrelli, le istituzioni hanno confermato il loro interesse alla risoluzione del problema. "La cosa importante – ha spiegato il sindaco di Altamura, Mario Stacca – è avere la valutazione del bene, che non può essere fatta da un privato, ma da un soggetto pubblico, come il ministero per i Beni culturali". "Dopo questa – spiega ancora il sindaco – si potrà procedere all’esproprio da parte dello Stato, che deciderà se gestire il sito o dare una delega al Comune. Se ci sarà questa volontà noi saremo in prima linea"..

LA SVOLTA. Forse però si è arrivati a una svolta. Dopo numerosi tentativi di accordo tra le istituzioni pubbliche e la proprietà falliti negli scorsi anni all’orizzonte si profila l’esproprio. Nel 2011 è stata avviata la pratica del ministero per i Beni culturali. La Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia ha terminato la fase istruttoria per la stima del bene, le carte sono ora a Roma e si aspetta che il ministero decida, anche in base ai fondi disponibili, se procedere all’esproprio. "Siamo in attesa delle determinazioni del ministero - ha affermato il soprintendente pugliese Luigi La Rocca – ma credo che sarà difficile averle in tempi rapidi". "La cifra della stima – ha aggiunto - è però molto lontana dagli 8 milioni di euro della richiesta della Valle dei dinosauri". Se l’offerta dello stato non fosse congrua per la società si potrebbe aprire un contenzioso e i tempi si allungherebbero. Ma, una volta superato lo scoglio del trasferimento di proprietà allo stato, la strada sembra in discesa. Anche il sovrintendente si dice ottimista: "Se il bene non è pubblico non si possono nemmeno presentare progetti, il passaggio di proprietà è fondamentale. Ma dopo quest’ultimo si potrà iniziare a parlare di valorizzazione, i fondi non mancano, visto che la Puglia fino al 2020 ha una quantità considerevole di finanziamenti europei per la cultura".
Come finirà questa lunga storia di burocrazia e di occasioni perse ancora nessuno lo sa. Ma una cosa è certa: in questi 14 anni le 500 orme di cava Pontrelli rimaste a cielo aperto sono state completamente rovinate dalla pioggia e il vento. E queste, un partimonio di tutta l'umanità, sono perse per sempre.

Di Virginia Volpe


Un parco simbolico per non dimenticare le impronte della cava Pontrelli.
martedì, 15 gennaio 2013