08/12/2019

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Ilva sotto sequestro, raffica di arresti

Anche il patron Riva fra gli indagati. L'accusa è di disastro ambientale. Il ministro Clini: "Chiederò il riesame con la massima urgenza. Ci sono risorse per 336 milioni di euro". Circa 5mila lavoratori si sono messi in marcia verso la città. Cgil-Cisl-Uil pronti a iniziative per tutelare il lavoro.

Ilva sotto sequestro,
raffica di arresti

Ilva di Taranto

TARANTO - Il gip Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro degli impianti dell'area a caldo dell'Ilva di Taranto e misure cautelari per alcuni indagati nell'inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici Ilva. Sono otto gli indagati, fra dirigenti ed ex dirigenti dell'Ilva, per i quali il gip Patrizia Todisco ha disposto gli arresti domiciliari. Cinque di questi erano già inquisiti e avevano nominato propri consulenti nell'ambito dell'incidente probatorio. I provvedimenti sono stati firmati ma non ancora notificati. Gli arresti riguardano il patron Emilio Riva, presidente dell'Ilva Spa fino al maggio 2010, il figlio Nicola Riva, che gli è succeduto nella carica e si è dimesso un paio di settimane fa, l'ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso, il dirigente capo dell'area del reparto cokerie, Ivan Di Maggio, il responsabile dell'area agglomerato, Angelo Cavallo.

LA DECISIONE DEL GIP. La situazione dell'Ilva "impone l'immediata adozione, a doverosa tutela di beni di rango costituzionale che non ammettono contemperamenti, compromessi o compressioni di sorta quali la salute e la vita umana, del sequestro preventivo". E' quanto scrive il gip nell'ordinanza di sequestro dell'impianto di Taranto. "Ancora oggi" gli impianti dell'Ilva producono "emissioni nocive" che, come hanno consentito di verificare gli accertamenti dell'Arpa, sono "oltre i limiti" e hanno "impatti devastanti" sull'ambiente e sulla popolazione.

LE PROTESTE. I lavoratori dell'Ilva hanno bloccato il ponte girevole di Taranto: la decisione è stata presa a conclusione dell'incontro che si è svolto nella sede della prefettura tra il prefetto Claudio Sammartino, sindacati e lavoratori per discutere della situazione dopo il sequestro degli impianti disposto dal gip. Nel corso della manifestazione che si è svolta davanti alla prefettura si sono verificati momenti di tensione in seguito alla contestazione di un gruppo di manifestanti. Il prefetto, secondo fonti sindacali, avrebbe cercato di rasserenare gli animi confermando l'impegno del governo per le bonifiche e l'ambientalizzazione del siderurgico. L'accordo di programma firmato a Roma, secondo Sammartino, dovrebbe scongiurare lo spettro del licenziamento. I lavoratori hanno deciso comunque di proseguire la protesta.

I PROVVEDIMENTI. La misura cautelare, però riguarderebbe anche altri tre dirigenti. Il gip di Taranto Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro senza facoltà d'uso dell'intera area a caldo dello stabilimento siderurgico Ilva. I sigilli sono previsti per i parchi minerali, le cokerie, l'area agglomerazione, l'area altiforni, le acciaierie e la gestione materiali ferrosi. Sono state individuate anche tre figure tecniche che dovranno sovrintendere alle operazioni e garantire il rispetto delle norme di sicurezza. Della gestione delle fasi che attengono al personale si occuperà un commercialista e revisore contabile. Circa cinquemila lavoratori dell'Ilva di Taranto, usciti dallo stabilimento siderurgico dopo aver appreso dell'imminente notifica del sequestro degli impianti e della chiusura dell'area a caldo, si stanno dirigendo in corteo verso Taranto per raggiungere la Prefettura e probabilmente bloccare il ponte girevole.

CLINI: CHIEDERO' RIESAME CON MASSIMA URGENZA. "Chiederò che il provvedimento di riesame avvenga con la massima urgenza". Così il ministro Clini sulle misure della magistratura per l'Ilva di Taranto. "Verrà affrontata l'emergenza - continua - per almeno quindicimila persone in seguito a iniziative della magistratura che sta procedendo al sequestro e ad altre misure cautelari". Le risorse per "interventi urgenti di riqualificazione ambientale" a Taranto saranno pari a "un importo complessivo di 336 milioni di euro". Lo annuncia sempre il ministro dell'Ambiente spiegando i contenuti del protocollo d'intesa firmato al ministero. L'accordo prevede una "cabina di regia" presieduta dal presidente Vendola. "L'intenzione è di sostenere la continuazione delle attività produttive e portuali nel sito di Taranto. Il protocollo - prosegue Clini - non è una risposta alla magistratura ma è un impegno ad andare avanti per impedire che tutto questo si blocchi. Noi vogliamo che l'azienda resti a Taranto e che allo stesso tempo l'intervento ambientale si faccia di corsa".

I SINDACATI: DIRITTO AL LAVORO NON VA MESSO IN DISCUSSIONE. "Il diritto al lavoro, pur nel rispetto delle prerogative della magistratura, non può essere messo in discussione in un paese già così colpito dalla crisi economica ed occupazionale". Lo affermano i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. La drammatica situazione occupazionale dell'Ilva di Taranto, che rischia di compromettere anche gli altri siti di Genova e Novi Ligure, è oggetto di "grande preoccupazione per tutto il sindacato italiano". Già a partire da domani nelle assemblee convocate dalle organizzazioni sindacali di categoria, saranno attivate tutte le iniziative utili al sostegno della vertenza con lo scopo di difendere e tutelare il lavoro. Il protocollo sottoscritto oggi da Governo, Regione ed Enti Locali è "un atto importante che segna la volontà di impegnare risorse pubbliche per la bonifica e il riassetto del territorio sull'intera area tarantina", affermano i tre leader. Questo impegno "deve necessariamente essere affiancato da precise volontà della proprietà di Ilva di investire risorse adeguate per la messa a norma degli impianti, dimostrando così la volontà di superare con azioni concrete il provvedimento emesso dalla Magistratura e dando così sostegno e forza al ricorso in Tribunale del riesame del provvedimento, che auspichiamo venga fatto il più presto possibile", affermano. La produzione di acciaio nel nostro paese "è indispensabile non solo per garantire l'occupazione a Taranto e lo sviluppo produttivo dell'area, ma anche per tutelare il sistema produttivo italiano, che si vedrebbe costretto ad importare da paesi terzi una materia prima indispensabile per le produzioni".

VENDOLA, SE CI SARA' PROCESSO NOI PARTE CIVILE.
La Puglia si costituirà parte civile se si dovesse arrivare al processo nell'inchiesta della magistratura sull'Ilva. Lo afferma il governatore della Puglia, Nichi Vendola. "Se la magistratura - dice - avesse indicato delle prescrizioni, l'Ilva avrebbe il dovere di adempierle". 

giovedì, 26 luglio 2012