19/10/2017

Legge elettorale, Berlusconi: "Avanti con bipolarismo"

Forza Italia rivendica la centralità di Berlusconi nella trattativa condotta dal segretario democratico. L'ex premier interviene ad un evento del partito: "Ora avanti con il bipolarismo".

Legge elettorale, Berlusconi: "Avanti con bipolarismo"

Silvio Berlusconi

SUSA (TORINO) - E' il bipolarismo la chiave per assicurare all'Italia la governabilità. Il giorno dopo l'incontro con Matteo Renzi, Silvio Berlusconi lavora nella sua villa di Arcore al "miracolo" delle riforme. "E' dal 1948 che non si sono potute fare, perché per riuscirci serve una sola forza politica di maggioranza in grado di governare", dice l'ex premier in collegamento telefonico con Susa, dove i 'fedeli' Mino Giachino e Osvaldo Napoli tengono a battesimo il club Forza Silvio Valle Susa. "Il premio di maggioranza di cui stiamo discutendo con Renzi - sottolinea Berlusconi - dovrebbe consentire di avere una larga maggioranza e, quindi, di approvare le leggi in Parlamento e di governare". Il leader di Forza Italia parla per una ventina di minuti, durante i quali il segretario del Pd viene citato una sola volta. Ma tutto, nelle sue parole, sembra far riferimento alla trattativa con il sindaco di Firenze che sta rimescolando le carte della politica. E che ha riportato al centro della scena un partito, Forza Italia, appena rinato dalle sue ceneri.

"Le Europee di maggio saranno per noi un importante esperimento - dice il Cavaliere -. Puntiamo al 36% perché, con il 15% come premio di governabilità, potremo arrivare al 51%. Poi si aggregheranno le altre forze politiche", dice lasciando intendere i punti principali su cui si gioca la trattativa per la nuova legge elettorale. Una difficile partita a poker, la prima di una serie di riforme auspicate da Berlusconi. "Dobbiamo convincere gli italiani a darci la maggioranza - dice - per poter governare e, come prima cosa, cambiare l'assetto istituzionale del Paese, cambiando la Costituzione". A cominciare dal presidente del Consiglio, che "deve avere lo stesso potere dei suoi colleghi occidentali, in modo che quando il governo fa una legge e la manda a una sola Camera, possibilmente con meno componenti di ora, questa la approvi in 120 giorni al massimo". "Poi bisogna cambiare la composizione della Corte Costituzionale. E poi un'ultima cosa molto importante - prosegue - dare ai cittadini il potere di eleggere con il loro voto il Capo dello Stato". Una "lungimirante follia", per stessa ammissione di Berlusconi, che torna a citare Erasmo da Rotterdam per spiegare che "le decisioni più giuste non sono quelle della ragione". domenica, 19 gennaio 2014