18/10/2019

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Raid in campo rom, la ragazza: "Chiedo scusa"

La ragazza che ha finto lo stupro in una lettera: "Voglio solo dimenticare". Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, dopo l'assalto al campo rom di Torino: "Episodio ingiustificabile". Indagini tra i tifosi della Juve.

Raid in campo rom, la ragazza: "Chiedo scusa"

Baracche

TORINO - "Scusatemi. Ho visto in tv le immagini delle fiamme al campo nomadi e mi sono sentita male". Chiede scusa, in una lettera pubblicata su alcuni quotidiani on line, la giovane di 16 anni che aveva denunciato un falso stupro da parte di due stranieri e che aveva poi causato indirettamente l'incendio di alcune baracche del campo rom nel quartiere delle Vallette a Torino. Indirizza le sue scuse "soprattutto a quei bambini del campo" e "a tutta la gente del quartiere". La ragazza potrebbe essere denunciata per simulazione di reato.

LA VICENDA. La ragazza denuncia di essere stata violentata da due cittadini rom. Parte un corteo di protesta che degenera: vengono date alle fiamme alcune baracche del campo rom abusivo della Continassa. Ma la ragazza poi ritratta: "Mi sono inventata tutto, mi vergognavo della mia prima volta". E' avvenuto a Torino, nel quartiere delle Vallette. Per l'assalto alle strutture abusive sono state arrestate due persone, un giovane di 29 anni e un uomo di 52. L'accusa nei loro confronti è danneggiamento aggravato. La minore sarà denunciata per simulazione di reato, mentre le indagini sul raid incendiario si stanno concentrando sugli ambienti del tifo organizzato, in particolare della Juventus. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il volantino  con la scritta "Adesso basta, ripuliamo la Continassa", che ha preannunciato l'attacco, sarebbe stato prodotto da uno dei gruppi di supporter della squadra bianconera. 

CANCELLIERI: NULLA PUO' GIUSTIFICARE VIOLENZA. ''Non si fa giustizia da soli''. Così il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri commenta l'assalto nel campo rom, condannando non solo il raid ma ''ogni azione violenta, giustizialista e razzista, in qualsiasi parte del Paese''. ''Non può, non deve e non faremo passare l'idea - prosegue il ministro - che c'è qualcuno, o qualche gruppo, che sta al di sopra degli altri''. 

RICCARDI: INACCETTABILE IN PAESE CIVILE. "Un gesto inaccettabile - ha detto il ministro della Cooperazione internazionale e dell'Integrazione Andrea Riccardi -: i roghi ci riportano a periodi bui della storia europea che mai avremmo voluto che si ripetessero''.  Si tratta, ha detto il ministro, di un ''segnale preoccupante'' figlio di una mentalità ''xenofoba, intollerante e violenta'', che ''non può trovare alcuna giustificazione in un paese civile e democratico come il nostro''.

IL RACCONTO.
La ragazza, residente a Torino, aveva denunciato venerdì sera ai carabinieri di essere stata stuprata da due stranieri. La violenza, aveva raccontato, era avvenuta mercoledì pomeriggio nell'androne di un palazzo. Secondo il racconto della presunta vittima, i due l'avevano avvicinata in strada e l'avevano costretta a seguirli in un caseggiato del quartiere popolare delle Vallette, dove poi era avvenuta la violenza. Poi la ragazza aveva raccontato di essere riuscita a divincolarsi e a raggiungere le case dove il fratello l'ha trovata, senza i jeans e con gli altri abiti strappati. Proprio il fratello ieri aveva detto di aver visto gli stupratori fuggire: "Siamo sicuri che si sia trattato di due zingari romeni che abitano in una cascina qui vicino, io li ho visti mentre fuggivano e ho provato a inseguirli, ma senza successo". "Mia sorella è stata trascinata brutalmente su una montagnola di un parco di corso Molise, vicino a un ponte, e lì è stata violentata", era la sua ricostruzione.

L'AMMISSIONE: "MAI STUPRATA". Dai medici dell'ospedale Sant'Anna di Torino era poi arrivata la conferma che la ragazza aveva avuto avuto un rapporto sessuale. Fin da subito però i militari avevano nutrito dubbi sulla veridicità del racconto della giovane e avevano avviato una serie di verifiche. Poi il colpo di scena, nel tardo pomeriggio di sabato: la ragazza ritratta e davanti ai carabinieri ammette di essersi inventata tutto. Era troppo forte la vergogna, dice, di ammettere davanti a mio fratello, che l'aveva trovata svestita a due passi da casa, che aveva appena avuto la sua prima esperienza sessuale. Con un coetaneo della sua zona. E da lì tutta la finzione: dallo stupro con tutti i particolari, ai due stranieri violenti, alla cicatrice sul viso di uno di loro.

CAMPO ROM A FUOCO. Nel frattempo era però già partita la fiaccolata di protesta organizzata nel quartiere Vallette dai familiari della vittima. E pochi minuti prima che la ragazza ritirasse la denuncia, la manifestazione partita da piazza Montale è degenerata. Alcune decine di manifestanti hanno incendiato baracche e roulotte abusive che si trovano nella zona Continassa, indicata dalla ragazza, dopo aver fatto allontanare i nomadi che si trovavano nel campo. Secondo testimoni, alcuni di quei manifestanti avevano bastoni e hanno minacciato fotografi e operatori televisivi. Il gruppo, raccontano dei testimoni, sarebbe stato avvicinato dal fratello della giovane che l'avrebbe convinto a desistere. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito nei disordini.

FASSINO: "NO A LINCIAGGI". Per il sindaco di Torino, Piero Fassino, "è compito della magistratura accertare cosa sia effettivamente avvenuto" riguardo alla denuncia. "E' assolutamente inaccettabile che si dia luogo a manifestazioni di linciaggio nei confronti di persone estranee ai fatti per la sola ragione che sono cittadini stranieri", ha aggiunto, ricordando che "Torino è una città civile che ha saputo sempre rispettare ogni persona" e che è "dovere della comunità respingere chi vorrebbe precipitare la vita della nostra città nell'intolleranza, nell'odio e nella violenza".

Monday, 12 December 2011