18/12/2017

Bertolucci: tra commozione, passato e futuro

Il regista 72enne torna al Festival l'anno dopo Io e te per presentare la versione 3D de L'ultimo imperatore.

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Bertolucci: tra commozione, passato e futuro

Bernardo Bertolucci

CANNES - Si commuove sempre un po' il 72enne Bernardo Bertolucci quando parla di se' e del suo ingombrante passato. E lo fa anche al Festival di Cannes, dove torna l'anno dopo 'Io e te' per presentare stasera la versione 3D de 'L'ultimo imperatore' che dovrebbe poi approdare nelle sale di tutto il mondo. Una sorta di amarcord, il suo oggi pomeriggio al Carlton Hotel, di un uomo e di un artista che non manca di guardare al futuro.

L'ULTIMO IMPERATORE IN 3D. Intanto il lavoro fatto su 'L'ultimo imperatore in 3D'. ''Perche' l'ho fatto? La risposta la dara' lo stesso film. Ci sono le immagini della prima parte, della Citta' proibita che sono spettacolari. Quando feci questo lavoro, d'altronde, sognavo di realizzare un film che ricordasse ad Hollywood il suo grande passato di film epici''. La conversione in 3D, costata due milioni di euro e dieci mesi di lavoro, riporta alla luce come ''una grande madeleinette'', dice il regista premio Oscar citando la 'Recherche' di Proust. ''Per fare questo film - aggiunge - ho girato la Cina piu' volte, soprattutto Pechino. Quello che mi affascinava della storia era la vita di questo imperatore prigioniero, di questo bambino che aveva la solitudine come sua unica compagna''.

VENEZIA. Per quanto riguarda il suo imminente compito di presidente di giuria alla 70/a edizione della Mostra del cinema di Venezia, sottolinea: ''Non potevo non accettare. Alberto Barbera mi ha scritto una lettera cosi' convincente sul perche' mi volesse in giuria che alla fine ho accettato. Non mi dispiace poi di nutrirmi per dieci giorni di film. Comunque - rassicura - sono cambiato da quando al Festival di Venezia volevo dare tutti i premi a Godard (era il 1983 quando Bertolucci guido' la giuria che attribui' il Leone d'Oro a Jean-Luc Godard per 'Prenom Carmen', ndr). Sono passati dieci anni da allora. Andro' a Venezia questa volta senza nessun pregiudizio: il criterio sara' solo quello della bellezza, della 'grande bellezza''', conclude citando il film di Paolo Sorrentino. Il cinema del futuro, per lui che e' molto affascinato dalla tecnologia, sara' ''post-theatrical, ovvero un cinema che non passera' piu' per le sale, che andra' su altri supporti, che potra' essere proiettato sul viso di una ragazza. Roland Barthes - sottolinea Bertolucci - parlava di una scrittura libera, di una sorta di kamasutra della scrittura, io ho molto guardato a questa idea a fare una specie di 'camera-sutra' adattabile al cinema''. Niente vuole dire, invece, sul suo prossimo progetto cinematografico. ''Ho un'idea che torna spesso nella mia mente, ma e' come creta pronta a trasformarsi in un vaso che non ha ancora trovato la sua forma. Chissa', forse il mio prossimo lavoro potrebbe essere una Kammerspiele-kolossal''.domenica, 19 maggio 2013