25/06/2019

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Salute, mamma dona rene a figlio dopo avergli già donato midollo

Un doppio dono da parte di una mamma al proprio figlio, salvandogli la vita, nel giro di pochi anni, per ben due volte.

Salute, mamma dona rene a figlio dopo avergli già donato midollo

Mamma dona un rene al figlio

TORINO - "Non potevo fare altrimenti, adesso sono felice, non è un fatto di generosità materna, ma è essere madre e basta". Sono le prime parole di Simonetta, 54 anni, che ieri ha donato un rene al figlio ventinovenne, Matteo Severi, dopo che otto anni fa gli aveva già donato il midollo osseo.

HA DATO TRE VOLTE LA VITA AL FIGLIO. "Ha dato tre volte la vita a suo figlio - dicono i medici delle Molinette di Torino che hanno praticato i due delicati interventi di prelievo del rene e di trapianto - la prima volta mettendolo alla luce, poi salvandolo da una forma di leucemia acuta linfoblastica, donandogli il midollo osseo nel 2003, e ora donandogli un rene dopo sette anni di dialisi a causa di una grave insufficienza renale". "Sono in pace con me stessa, adesso tutto è nelle mani del signore", ha aggiunto Simonetta, arrivata da Perugia apposta per farsi operare alle Molinette, il primo ospedale in Italia per numero di trapianti, circa 130 l'anno, ben superiore al numero di 25 l'anno richiesto dal Cnt (centro nazionale trapianti) per dare il riconoscimento di idoneità di centro trapianti.

MAMMA E FIGLIO STANNO BENE. "Mamma e figlio stanno bene - hanno spiegato il chirurgo vascolare Piero Bretto e l'urologo fedele Lasaponara – la signora tra due giorni potrà alzarsi dal letto e il ragazzo ha già preso ad urinare quasi normalmente". Questo grazie ad un processo definito "chimerismo", ovvero il fatto che il corpo della persona che riceve il midollo osseo acquista le caratteristiche genetiche del donatore. Così quando nel giovane è stato trapiantato il rene della madre il suo corpo lo ha recepito come suo e non c'è stato bisogno di fare terapie antirigetto. Verrà infatti curato ora con una semplice terapia antibiotica. Il dopo intervento è durato in tutto circa otto ore e si è svolto in contemporanea in due sale operatorie parallele costruite appositamente per questo tipo di interventi "doppi". "Il prelievo dell'organo ha presentato alcune difficoltà - ha spiegato il dottor Lasaponara - in quanto il rene aveva due arterie, una in più del consueto e perché aveva una malformazione congenita della via Escretrice. Dopo il prelievo abbiamo così dovuto intervenire su banco sul rene lavandolo e correggendolo, ma poi tutto e' filato liscio. dDaltronde – ha aggiunto l'urologo - in questi casi si preleva il rene nelle condizioni peggiori per lasciare al donatore quello migliore. Così potrà vivere una vita del tutto normale".

"VEDERLO FARE DIALISI TRE VOLTE A SETTIMANA ERA DURISSIMA". Madre e figlio non hanno ancora potuto riabbracciarsi. Sono entrambi ricoverati in terapia intensiva nel reparto di nefrologia (diretto da Giuseppe Segoloni) in due stanze diverse, ma si sono già inviati messaggini telefonici. "Appena sveglio Matteo mi ha mandato una coccinella - ha detto mamma Simonetta - poi mi ha scritto 'Mamy come stai?' e ancora altri. Presto lo rivedrò, ho la totale consapevolezza che abbiamo fatto l'unica cosa da fare, ora spero solo che mio figlio possa solo avere una vita normale. Vederlo andare tre volte la settimana a fare la dialisi era per me durissima".

giovedì, 29 marzo 2012