22/03/2019

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Università, studenti protestano su tetto del Cern a Ginevra

La protesta contro la riforma gelmini prosegue in molti atenei in tutta Italia. Domani alla Camera riprenderà la discussione sul ddl.

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Università, studenti protestano su tetto del Cern a Ginevra

Il blitz a Roma

GINEVRA (SVIZZERA) – Le proteste contro la riforma dell’Università firmata dal governo proseguono. Un gruppo di ricercatori, studenti e dottorandi italiani che lavorano al Cern di Ginevra, uno dei più grandi laboratori di fisica nucleare, si trova sul tetto del building dell'amministrazione centrale a "difesa" dell'università pubblica. La discussione sulla riforma dell'università riprenderà domattina a Roma alla Camera dei Deputati.

"Noi, studenti, dottorandi e ricercatori italiani al Cern - spiegano i promotori della protesta - saliamo oggi sul tetto per esprimere la nostra solidarietà a tutti coloro che in Italia stanno difendendo l'università pubblica e la nostra preoccupazione per gli effetti devastanti della riforma Gelmini". I giovani ricercatori che lavorano al Cern, rilevano, "si dedicano con passione alla ricerca in uno degli ambienti più competitivi del mondo, ma l'abnegazione non basta: per mantenere la ricerca italiana al livello di quella degli altri Paesi europei sono necessari finanziamenti adeguati e un sistema universitario pubblico e libero". Secondo gli studenti e ricercatori italiani al Cern, "Se questa riforma passasse si metterebbe in pericolo il ruolo di leadership nella ricerca che l'Italia ha conquistato con la fatica e la passione di tanti scienziati". Si tratta di un progetto, avvertono, "che costringe all'esilio molti di noi". Quindi un appello: "facciamo appello a tutti i parlamentari perché non votino con leggerezza questo provvedimento. Se passa questa riforma, il nostro futuro è un buco nero".

ROMA: BLITZ ALL'ARCO DI COSTANTINO. Hanno recintato l'Arco di Costantino a Roma con cartelli di pericolo e del nastro bianco e rosso, quello utilizzato per delimitare strutture a rischio crollo. E' l'iniziativa degli studenti di archeologia e storia dell'arte dell'universita' La Sapienza di Roma, che hanno chiesto ''la sfiducia'' per il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e hanno protestato contro il ddl Gelmini. Gli studenti, un centinaio, hanno anche costruito un muro con delle scatole, che hanno poi fatto simbolicamente crollare su alcuni ricercatori. "Crolla Pompei, si rivoltano gli atenei", è stato lo slogan degli universitari, che hanno anche contestato "I nuovi provvedimenti sulla formazione professionale in ambito culturale". Prima di andare via, i manifestanti hanno esposto uno striscione riferito al governo, dalla scritta "Io non mi fido". La scorsa settimana, durante il corteo contro i tagli All'istruzione, gli studenti medi e universitari avevano occupato simbolicamente per alcuni minuti il Colosseo accendendo fumogeni ed esponendo striscioni.

VENEZIA: LA PROTESTA PROSEGUE SUL CANAL GRANDE. Dopo la basilica di San Marco, è il Canal Grande a fare da palcoscenico per la protesta anti-Gelmini. A Venezia un gruppo di studenti e ricercatori oggi sono saliti sull'altana di palazzo cappello, la sede degli studi euroasiatici dell'università Ca’ Foscari che si affaccia sul Canal Grande. Sull'altana, ampiamente visibile da chi transita in vaporetto, i manifestanti hanno steso uno striscione con la scritta “No al ddl Gelmini, sì alla riforma vera dell'università” vergata in rosso e blu, i colori della vecchia matita per correggere gli errori. Venerdì scorso era toccato alla balconata della basilica di San Marco, occupata da una quarantina di studenti. In cima a Palazzo Cappello sono presenti una ventina tra studenti e ricercatori, ma sono attesi “rinforzi”' da parte dei docenti associati ed ordinari: la protesta, hanno annunciato infatti i manifestanti, si protrarrà per tutta la giornata.

OCCUPATO L'ATENEO DELL'AQUILA. Dopo aver interrotto le attività didattiche nelle varie facoltà,  questa mattina, è scattata l'occupazione nell'Università dell'Aquila contro il ddl Gelmini. Al momento sono interrotte le attività didattiche di Scienze, Medicina, Biotecnologie, Psicologia, Scienze della Formazione, Lettere e l'occupazione è già scattata per l'edificio di Coppito. È stata indetta l'assemblea permanente nell'atrio dell'edificio della caserma. Gli universitari hanno fatto "irruzione" nel Centro storico dell’Aquila, in piena zona rossa dove hanno svolto, simbolicamente, una lezione all'aperto.

PISA, OCCUPATA LA "NORMALE". Alcune decine di 'normalisti', supportati dalla piazza da centinaia di studenti universitari, hanno occupato questa mattina la Scuola Normale Superiore di Pisa. Per protestare contro il ddl Gelmini un gruppo di studenti è anche salito sul tetto della torre di Ugolino dove hanno raggiunto la campana e l'hanno fatta suonare. La piazza dei cavalieri, antistante il palazzo della Carovana, sede storica della Normale, è invasa da un migliaio di studenti delle diverse facoltà dell'ateneo pisano, dove, di fatto, oggi la didattica è sospesa in seguito all'occupazione di aule, dipartimenti e facoltà.

FIRENZE; STUDENTI 'OCCUPANO' SALA RETTORATO. Anche a Firenze prosegue la protesta. Una quarantina di studenti universitari ha 'occupato' una sala del rettorato dell'università, in piazza San Marco, dove era in corso una riunione della commissione didattica di ateneo alla quale partecipavano alcuni presidi di facoltà: la riunione è stata sospesa. Il blitz è scattato poco dopo le 11 quando gli studenti, entrati nel rettorato, sono saliti al primo piano e sono entrati nella sala dove hanno esposto alcuni striscioni contro la riforma e chiesto di parlare con il rettore Alberto Tesi. Durante l'incontro con il rettore, i manifestanti hanno cercato di ottenere nuove spiegazioni sugli scontri con la polizia avvenuti giovedì scorso al polo di Novoli. Poi hanno chiesto il blocco della didattica per la giornata di domani, in occasione della possibile approvazione del ddl Gelmini alla Camera. Infine hanno chiesto di sapere se gli organismi di ateneo intendano dimettersi qualora la riforma dovesse essere approvata. Terminato l'incontro con il rettore, gli studenti sono rimasti all'interno della sala. 

RICERCATORI APPENDONO UNO STRISCIONE NEGLI SCAVI DI POMPEI. La protesta contro la riforma dell'università arriva a Pompei. A manifestare stamattina sono stati studenti, ricercatori e professori delle università campane. All'ingresso degli scavi di Pompei, hanno srotolato uno striscione contro il ddl Gelmini con la scritta “Oggi Pompei, domani gli atenei” e “Governo della pubblica distruzione”. La manifestazione, fanno sapere, "non nasce sotto alcuna sigla sindacale o politica se non quelle della Rete29aprile dei ricercatori per un’università pubblica, libera, aperta e la Conpass, coordinamento nazionale dei professori associati. La manifestazione ha lo scopo ancora una volta di invitare i parlamentari italiani a compiere, in merito alla riforma universitaria, non una scelta politica ma una scelta di civiltà, preservando e difendendo l'università pubblica che è un bene collettivo. Le scelte del governo che possono ancora oggi essere modificate - proseguono - stanno danneggiando non solo l'università come ricerca e formazione, ma anche il patrimonio (incuria del meraviglioso gioiello degli scavi di Pompei affidato alla protezione civile.... i risultati si sono visti) e l'ambiente (decisione di aprire una discarica in pieno Parco Nazionale del Vesuvio, nella quale si è sversato di tutto)".

lunedì, 29 novembre 2010