12/12/2017

E' morto Enzo Jannacci, poeta, dottore e genio della musica

Il cantautore è morto a 77 anni. A Milano aperta la camera ardente. Con il suo stile unico, surreale e struggente, Jannacci è stato uno dei più grandi protagonisti della canzone italiana. Tra i brani più amati 'Vengo anch'io. No, tu no', 'Ho visto un re', 'Messico e nuvole', 'E la vita, la vita'.

E' morto Enzo Jannacci, poeta, dottore e genio della musica

Enzo Jannacci

MILANO - All'età di 77 anni e dopo una lunga malattia è morto ieri sera nella sua Milano Enzo Jannacci. Cantautore, cabarettista, attore, ma anche medico cardiologo, è stato tra i maggiori protagonisti della scena musicale italiana del dopoguerra. Nato il 3 giugno 1935, è stato autore di quasi 30 album, tra cui capolavori come 'Vengo anch'io. No, tu no' del 1968, campione di vendite e in cima alle classifiche italiane grazie anche al brano 'Ho visto un re', su testo di Dario Fo. E poi 'Quelli che...' del 1975, con 'Vincenzina e la fabbrica', dedicata al tema del rapporto degli operai con il mondo della fabbrica, attraverso gli occhi di una ragazza.

IN FILA ALLA CAMERA ARDENTE. Aperta a Milano la camera ardente nella clinica Columbus, in via Buonarroti, dove Jannacci è deceduto. Rimarrà aperta fino alle 18. Decine di persone si sono messe in fila per dare l'ultimo saluto al cantante, nonostante le festività e il tempo inclemente.

CON GABER E CELENTANO. Celebri le sue collaborazioni con altri grandi artisti italiani, primi fra tutti Giorgio Gaber, conosciuto fin dai tempi dell'istituto classico Manzoni di Milano, e Adriano Celentano. Nella sua carriera importante anche la parentesi jazz, che lo ha visto suonare con stelle come Stan Getz, Gerry Mulligan, Chet Baker e Franco Cerri. E poi quella televisiva, che lo visto anche conduttore televisivo con Maria Teresa Ruta del varietà 'Gran simpatico'.

SANREMO.
Del 1989 è la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo con 'Se me lo dicevi prima', dove torna nel 1991 in duetto con Ute Lemper con la canzone 'La fotografia', grazie a cui vince il premio della critica. Nel 1994 è ancora sul palco del Festival in coppia con l'amico Paolo Rossi, con il brano 'I soliti accordi'. Del 1998 è la sua quarta partecipazione alla rassegna musicale, con 'Quando un musicista ride', che gli vale ancora una volta il Premio della critica. Grande tifoso milanista, scrisse l'inno della squadra rossonera nel 1984.

IL CINEMA.
Nella sua lunga carriera ci fu tempo anche per il cinema. Tante le colonne sonore che scrisse per film italiani, come 'Romanzo popolare' di Mario Monicelli e 'Pasqualino Settebellezze' di Lina Wertmuller. E poi l'esordio sul grande schermo, dove debuttò nel 1964 con 'La vita agra' di Carlo Lizzani. Ad aprile dello scorso anno, già indebolito dalla malattia, aveva commosso pubblico e amici cantando a Milano, prima di un intervento chirurgico, durante un incontro con Dario Fo, il chitarrista jazz Franco Cerri, e il pianista Enrico Intra.

sabato, 30 marzo 2013