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Concordia. Parte dell'equipaggio non preparata all'emergenza
E' quanto emerge dalla perizia sulla scatola nera depositata ieri al Tribunale di Grosseto. L'allarme - ostengono i periti - venne lanciato "con colpevole ritardo".

Costa Concordia
FIRENZE - "Parte dell'equipaggio destinato a incarichi chiave non conosceva i propri compiti in caso di emergenza". E' quanto emerge da un passaggio della perizia sulla scatola nera della Costa Concordia, depositata ieri al Tribunale di Grosseto. Si tratta di mille pagine e 7 dvd con le risposte dei periti alle 50 domande formulate dal gip.
ALLARME LANCIATO CON COLPEVOLE RITARDO. L'allarme venne lanciato "con colpevole ritardo", sostengono i periti, secondo cui a una parte dei componenti dell'equipaggio erano stati attribuiti "incarichi di emergenza senza che fosse stata fornita loro la familiarizzazione prevista per soddisfare i requisiti previsti dalla legge in casi di pericolosita"', e inoltre "non tutto l'equipaggio era in grado di capire le istruzioni in caso di emergenza nella lingua di lavoro", cioe' l'italiano. La manovra successiva all'urto della Costa Concordia con gli scogli dell'isola del Giglio fu possibile "per le circostanze e non per la volonta"' del comandante Francesco Schettino, si legge ancora nella perizia. "L'aver messo tutta la barra a dritta - sostengono i periti - avrebbe potuto anche comportare che la nave dirigesse verso il largo (alti fondali), con probabili conseguenze peggiori di quanto si e' poi verificato nella realta"'. E ancora: "Affermare di aver messo la barra a dritta per andare su bassi fondali basandosi su elementi sconosciuti e' un errore". La casualita' che ha impedito l'inabissamento totale, e non la manovra di Schettino, risponde al quesito numero 28 dei periti: "Le circostanze e non la volonta' hanno reso efficace quell'unico ordine".