13/12/2017

Il cinema sulla crisi
di scena a Trevignano

Dal sabato 15 a domenica 23 giugno la seconda edizione del Trevignano Film Festival. Numerose le pellicole sul tema "Gli anni del nostro scontento: il cinema racconta la crisi". Tra gli ospiti anche Candela Pena, attrice favorita di Pedro Almodovar:

Il cinema sulla crisi <br>
di scena a Trevignano

trevignano film fest

ROMA - La novità assoluta sarà “Ayer no termina nunca” il film spagnolo di Isabel Coixet presentato di recente al Festival di Berlino ma non ancora proiettato sugli schermi italiani. Ovvero il dramma della crisi economica vissuto attraverso quello personale di una coppia. Gli organizzatori del Trevignano FilmFest 2013, che si svolgerà da sabato 15 a domenica 23 giugno, lo hanno sottotitolato e lo porteranno nella splendida arena del Cinema Palma, sulla rupe sopra le acque del lago di Bracciano. E, assieme al film, giungeranno a Trevignano anche la regista e l’attrice protagonista, Candela Pena, una delle favorite di Pedro Almodovar, fresca vincitrice del Premio Goya.

IL CINEMA RACCONTA LA CRISI - Ma non sarà certo l’unica novità di questo festival a tema, dedicato nel 2013 a “Gli anni del nostro scontento: il cinema racconta la crisi”, e dunque al nodo della disoccupazione, del precariato, al futuro incerto dei giovani, al controverso ruolo della finanza internazionale. Un’altra chicca sarà infatti il documentario americano “Redemption”, già candidato all’Oscar 2013, e diretto a quattro mani da John Alpert e Mattew O’Neill. “Redemption” ha come scenario la città di New York e racconta le giornate e le nottate di lavoro dei “canners”, i raccoglitori di bottigliette e lattine dai cassonetti per cinque centesimi a pezzo.

LA FAME IN AMERICA E LA CRISI DEL 29 - Terza esclusiva, anche questa americana, e anche questa sottotitolata in italiano, “A place at the table”, di Cristi Jacobson e Lori Silverbush, documentario che affronta un tema del tutto inatteso: la fame in alcune contrade degli Stati Uniti, con un’apparizione di Jeff Bridges. Per chi ama i film nella loro accezione classica, l’offerta sarà ricchissima. Rivedremo “Furore” di John Ford, con il “mitico” Henry Fonda e Jane Darwell nella parte di sua madre, interpretazione che le valse l’Oscar. E rivivere con “Furore” la crisi del 1929 sarà in qualche modo consolatorio, visto che il mondo allora riuscì a cavarsene fuori. “Margin Call” di J.C Chandor, ci racconterà quella dei giorni nostri, attraverso il crack di una banca americana. E poi lo struggente “Le nevi del Kilimangiaro” di Robert Guediguian, e i nostri “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì e “Gli equilibristi” di Ivano De Matteo. Finale in agrodolce con “Benur” di Massimo Andrei, gustosa commedia che parla di un fratello e una sorella della periferia romana flagellata dalla crisi economica, lui gladiatore al Colosseo, lei vocina di un telefono erotico. Finché nella loro vita non irrompe un immigrato irregolare, un ingegnere bielorusso scaricato da un camion di bestiame, che sarà in qualche modo la loro fortuna.

 IL DRAMMA DEI SUICIDI - Il documentario “Suicidio Italia” di Filippo Soldi, sui tanti italiani che la crisi economica ha indotto a togliersi la vita, sarà l’occasione per un dibattito al quale interverrà anche la vedova di un imprenditore suicida, Lucilla Del Rosario Ferrara. “Italy: love it or leave it”, di Luca Ragazzi e Gustav Hofer porrà in modo divertente l’alternativa se lasciare il paese o restare. “Il Centro” di Stefano Consiglio e Francesco del Bosco, racconta una giornata in un centro commerciale, il luogo che era il tempio del consumo di massa, e dove oggi una grande folla continua ad affluire, forse per ricordare il gesto. Infine due documentari sulla globalizzazione: “Blooming Business”, dell’olandese Ton van Zantvort mostrerà come molti dei rinomati fiori del suo paese sono in realtà prodotti nel Kenia, con notevoli danni ecologici causati dai concimi chimici. “Hair India”, di Marco Leopardi, ci racconta con grande maestria il viaggio di una ciocca di capelli, dal tempio indiano dove viene offerta gratuitamente da una, da tante povere donne, alle costosissime extensions delle signore occidentali.

CINEMA "PALMA" - Emblematica l’inaugurazione del FilmFest: sabato 15 alle 21,30 nella piazza del Comune di Trevignano, suoneranno i “Golaseca”, una rock-band sarda che si è rivelata quest’inverno a Sanremo, costituita per quattro quinti da cassintegrati dell’Alcoa. Molti i personaggi attesi a Trevignano, da Ricky Tognazzi a Tony Renis, che festeggerà qui il suo anniversario di nozze. Il Palma, che ospita il FilmFest con le sue tre sale, (sala “grande” “saletta” e arena) è un cinema cult per tutti gli appassionati di Roma e dintorni. E’ qui che Antonioni volle festeggiare i suoi 90 anni. Venne fondato alla vigilia della seconda guerra mondiale da un falegname, nonno Fabio, che prima di morire, colpito dall’aviazione alleata, fece a tempo a nascondere la sua macchina da proiezione “modello Balilla”, ritrovata dopo la guerra dal figlio, che riaprì il cinema. Il testimone adesso è in mano al nipote, anche lui di nome Fabio, titolare della pompa di benzina Agip. Fabio ha puntato molto sul cinema d’essai e ha appena compiuto un grosso investimento per digitalizzare i proiettori. Un altro Cinema Paradiso, insomma, come disse lo stesso Giuseppe Tornatore, presentando il piccolo libro che racconta la storia della famiglia (“La Balilla di Nonno Fabio”) . Il Trevignano FilmFest, che all’esordio, nel 2012, trasmise alcuni fra i più bei film dedicati alla scuola, è guidato da un team di giornalisti, tutti volontari. Presidente è Corrado Giustiniani, direttore artistico Silvia Bizio. Eventuali variazioni dell’ultima ora al programma verrano pubblicate sul sito www.trevignanofilmfest.it e sulla pagina Facebook dedicata a questo evento.martedì, 11 giugno 2013