21/07/2019

[an error occurred while processing this directive]

Escort come premio ai dipendenti, scandalo in Germania

Nella bufera ci sono due dirigenti del colosso assicurativo Munich Re: nel 2007 portarono un gruppo di agenti assicurativi in viaggio premio a Budapest in un centro termale con 20 prostitute. L'azienda: ora non lavorano più cono noi.

Escort come premio ai dipendenti, scandalo in Germania

Germania, scandalo escort-premio

MONACO - Uno scandalo a luci rosse travolge il colosso assicurativo tedesco Munich Re e promette di far saltare delle teste nella controllata Ergo Versicherungsgruppe. Si tratta di un viaggio premio offerto nel 2007 agli agenti assicurativi "high-performing" della compagnia alle terme di Budapest, con 20 prostitute pronte a "ringraziare" i manager.

LA DENUNCIA SULLA STAMPA TEDESCA. A raccontare l'imbarazzante vicenda che tiene banco sui giornali tedeschi è stato il giornale tedesco Handelsblatt che parla di un'organizzazione impeccabile dell'evento. A parte infatti la meravigliosa location delle terme ungheresi, alla festa (ma forse sarebbe meglio dire festino) le "signore" indossavano un braccialetto colorato: rosso per le semplici hostess, giallo per le accompagnatrici disponibili a rapporti sessuali e bianco per le escort riservate agli executives e top agents. Un timbro sul braccio delle ragazze più apprezzate permetteva poi, a fine serata, di capire quali erano le più richieste. Non solo, ai bordi delle piscine termali erano anche stati sistemati dei letti per chi voleva stare più comodo.

L'AZIENDA: I DUE MANAGER CHE ORGANIZZARONO NON LAVORANO. In una nota, Munich Re conferma: "Le nostre ricerche hanno accertato che una ventina di prostitute erano presenti durante una serata organizzata nel corso del soggiorno" in Ungheria. Ma ovviamente prende le distanze, sottolineando che i due manager che hanno organizzatoil festino non lavorano più nella filiale in questione. "Questa iniziativa - assicura l'azienda tedesca - costituisce una grave offesa alla linea della nostra società che non tollereremo  

venerdì, 20 maggio 2011