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"Caro figlio mio…". Gheddafi scrive a Obama
Gheddafi invia un messaggio a Obama per chiedere fine raid Nato.
Obama e Gheddafi
NEW YORK - "Caro figlio mio, eccellenza, Baraka Hussein Abu Oumana...": comincia così la lettera che il colonnello Muammar Gheddafi ha inviato al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. La veridicità della lettera, indirizzata al dipartimento di stato e immediatamente 'girata' alla Casa Bianca, è stata confermata dal portavoce dell'amministrazione Usa, Jay Carney, il quale si è limitato oggi a rendere noto questo commento, conversando con i giornalisti: "Le parole (di Gheddafi) sono diverse dalle azioni".
LA LETTERA. Una copia della lettera è stata ottenuta da un'agenzia di stampa americana, che ne riporta il contenuto. La missiva, lunga tre pagine, è stata redatta in un inglese stentato e spesso sgrammaticato. Rivolgendosi a "Baraka Hussein Abu Oumana", e definendo l'intervento in Libia "una guerra ingiusta contro un piccolo popolo di una nazione in via di sviluppo", Gheddafi scrive: "Sei un uomo che ha abbastanza coraggio da annullare un'azione ingiusta e sbagliata. Sono certo che hai la capacità di caricarti della responsabilità di un atto del genere". "Per servire la pace nel mondo...l'amicizia tra i popoli...e per la buona salute dell'economia, e della cooperazione per la sicurezza contro il terrore, tu sei in una posizione di trattenere la Nato dal continuare con l'affare libico" continua Gheddafi secondo il testo reso noto dall'agenzia americana. "La Libia dovrebbe essere lasciata ai libici, in un quadro (definito) dall'unione africana".
GHEDDAFI. Il leader libico, in oltre tre pagine, sottolinea poi che la "sua" Libia è stata ferita più "moralmente" che non "fisicamente" dall'intervento della Nato. Inoltre ricorda che la Libia ebbe già modo di subire "una diretta aggressione militare armata" ordinata dall'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan (il quale nel 1986 definì Gheddafi "il cane pazzo del Medio Oriente"). Gheddafi nella lettera elenca quindi una serie di critiche per l'intervento militare, ma precisa di non avere "rancore" nei confronti di Obama. "Nonostante tutto - conclude - tu resterai sempre il nostro figlio, qualsiasi cosa succeda. Preghiamo affinché tu possa continuare ad essere il presidente degli Stati Uniti. Auspichiamo e speriamo che tu possa raggiungere la vittoria nelle nuove elezioni". La lettera, datata "Tripoli, 5 aprile 2011", è firmata da 'Mu'aumer Gaddaffi, leader della rivoluzione". Questa mattina nell'annunciare l'invio della lettera, l'agenzia libica jana aveva sottolineato "l'uscita dell'America dall'alleanza coloniale dei crociati contro la Libia".
mercoledì, 06 aprile 2011