18/10/2019

[an error occurred while processing this directive]

Monti al Tg1: "La crescita senza rigore poggia su sabbie mobili"

Così il presidente del Consiglio in un'intervista esclusiva. "Per costruire la nuova Italia - ha aggiunto Monti - sono cruciali le riforme". E sulle elezioni del 2013: "Spero che il governo tecnico rappresenti per l'Italia un'utile parentesi".

» Segnala ad un amico
Monti al Tg1: "La crescita senza rigore poggia su sabbie mobili"

Mario Monti

ROMA - Il presidente del Consiglio, in un’intervista al Tg1 parla a tutto campo di crescita, Europa e riforme. “Il rigore è la premessa indispensabile dello sviluppo e dell’occupazione. L’uscita dal tunnel della crisi – ha aggiunto - dipende da noi ma anche dall’Europa. Le riforme sono cruciali per dimostrare quale sarà la nuova Italia”. "Ce' ancora un tunnel - ha detto il presidente del Consiglio - fuori dal quale c'è una prospettiva di crescita maggiore, ma dipenderà moltissimo da cosa farà l'Europa. Riuscirà ad evitare una nuova crisi greca ad innescare un nuovo meccanismo di crescita?".

"ITALIA SINTESI TRA POSIZIONI FRANCESI E TEDESCHE". Rispondendo alla domanda se stia nascendo un asse tra Roma e Parigi sui temi della crescita, Monti ha detto: "Non vedo assi. Abbiamo un solidissimo rapporto con la Germania della cancelliera Merkel, è entrato in scena il nuovo presidente francese, Hollande, e credo che l'Italia possa con il nostro governo facilitare una sintesi tra posizioni francesi e tedesche proprio per arrivare alla sintesi tra rigore e crescita di cui tutti abbiamo bisogno".

"RIGORE AFFINCHE' ECONOMIA CRESCA". Il premier si è poi soffermato sul tema del rigore. "La crescita poggerebbe su sabbie mobili se non poggiasse sul rigore". "Rigore vuol dire mettere a posto i conti di un Paese come di una famiglia o di un'impresa - ha spiegato Monti - e questa è una premessa necessaria perchè l'economia possa crescere e solo la crescita può creare più occupazione. L'Italia ha dovuto preoccuparsi del bilancio pubblico ma lo ha fatto anche prendendo provvedimenti per la crescita, e la crescita poggerebbe su sabbie mobili se non poggiasse sul rigore". Ma ormai in Europa "si è raggiunto un accordo sul fatto che le due cose convergono".


"SPERO CHE NEL 2013 ITALIA SIA MEGLIO DEL 2011".
Poi il premier ha commentato la situazione politica interna, augurandosi che il governo tecnico rappresenti un'utile parentesi per il Paese: "Spero che nel 2013 non succederà niente e che l'Italia sia in condizioni migliori di com'era nel novembre del 2011. Con conti più solidi e con un avvio di un percorso di crescita che richiederà tempo".

venerdì, 25 maggio 2012