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Incontro Monti-Barroso stasera a Bruxelles
Caffè informale tra il presidente del Consiglio e il numero uno della Commissione europea per fare il punto sulla situazione economica. Il premier volerà poi a Berlino per incontrare domani la Cancelliera Angela Merkel

Napolitano e Monti
ROMA - Il presidente del Consiglio Mario Monti incontrerà il presidente della Commissione Ue José Barroso questa sera a Bruxelles. Lo ha reso noto Olivier Bailly, portavoce dell'Esecutivo europeo. Il colloquio si svolgerà alle 22 nella sede della Commissione Ue. Si trattera' di un ''caffe' informale'' per fare il punto sulla situazione economica. Domani il premier vola a Berlino per incontrare la Cancelliera Merkel.
COLLOQUIO CON NAPOLITANO. Anche quella di ieri è stata una giornata fitta di appuntamenti. Prima il colloquio al Quirinale per Mario Monti con Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio è stato ricevuto dal Capo dello Stato per un incontro che si inserisce nel quadro della ripresa dei lavori dopo la pausa estiva e, come avviene di consueto, anche per un punto della situazione alla vigilia dei prossimi impegni in chiave europea del presidente del Consiglio. Monti è stato poi ricevuto nel pomeriggio in udienza privata dal Papa nella residenza estiva di Castel Gandolfo.
L'AGENDA EUROPEA DI MONTI. Monti sarà domani a Berlino per una colazione di lavoro con il Cancelliere tedesco, Angela Merkel, e per incontrare poi il presidente del Bundestag, Norbert Lammert. Martedì 4 settembre invece sarà il presidente francese, Francois Hollande, ad essere ospite a Villa Madama.
CRISI, GIOVANI E SIRIA NELL'INCONTRO CON IL PAPA. La situazione europea, le principali sfide che sta affrontando l'Unione, il contributo che i suoi cittadini e, soprattutto, le giovani generazioni possono offrire alla crescita umana e spirituale del Vecchio continente. Sono stati questi i temi del lungo incontro privato - 45 minuti - a Castelgandolfo tra Benedetto XVI e il premier Mario Monti. Un incontro ''a sorpresa'' nella quiete della residenza estiva del Papa sui Colli Albani che ha lasciato spazio anche a un successivo colloquio di Monti col segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, che conferma una volta di più il rapporto di amicizia e stima reciproca che si è consolidato tra Papa Ratzinger e il capo del governo italiano. Sono sette gli incontri avvenuti tra il Pontefice e il capo del governo nell'arco di circa dieci mesi di vita dell'attuale esecutivo.
GELO DEI SINDACATI. Con il primo Cdm dopo la pausa estiva, venerdì scorso, il governo ha voluto rilanciare ''almeno un pò sulla crescita", ha spiegato il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi. E il programma è dettagliatissimo: dalla social card alle infrastrutture, passando per le liberalizzazioni e la nuova spending. Ma l'agenda del governo lascia freddi i sindacati. Dopo le parole di sabato del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, sono netti i giudizi di Cgil e Uil: ''Un elenco di titoli che ci sentiamo dire da lungo tempo e non si traducono mai in provvedimenti. Una somma di micro cose con l'idea che daranno risultati tra anni mentre invece abbiamo tempi stretti'', commenta Susanna Camusso; e Luigi Angeletti dice: ''Il tentativo di risposta del Governo alla crisi purtroppo credo non sia all'altezza della situazione dell'occupazione''. In molti - spiegano ambienti parlamentari - sono pronti a scommettere che si tratta per lo più di buone intenzioni ma che difficilmente si riuscirà a vederne la traduzione in leggi dello Stato.
GLI OSTACOLI: POCO TEMPO E RISORSE SCARSE. Due gli ostacoli principali: il tempo e le risorse scarse. Oltre all'oggettiva esiguità dei tempi (a occhio e croce 8 mesi fino alla fine legislatura) pesa anche la situazione politica con una campagna elettorale che allo stato sembra già avviata e su toni decisamente poco concilianti. Poi, per fare sviluppo non ci sono risorse 'nuove', solo 'riallocazioni'. E quelle che eventualmente arriveranno serviranno a blindare il percorso di rientro dei conti (ad esempio c'è da reperire ancora 6 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva). C'è poi la fondamentale partita del rientro del debito che assorbirà non poche risorse (il piano del ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, prevede una 'spesa' di un punto di Pil, 15-20 miliardi l'anno, da reperire con le dismissioni).
I PROSSIMI STEP DEL GOVERNO. Allo stato dunque, oltre all'emanazione dei provvedimenti attuativi delle leggi già varate (350 tra regolamenti, decreti ministeriali ecc.) i passaggi certi sono: la Legge di Stabilità con relativa nota di aggiornamento al Def (il documento di economia e finanza che traccia gli impegni del governo) e del disegno di legge del bilancio dello Stato. C'è poi la 'partita' della riduzione del pubblico impiego: Patroni Griffi spiega infatti che entro la scadenza del '31 ottobre' (prima ci sarà a fine settembre lo sciopero dei sindacati) si dovranno definire organici della P.a. e i successivi tre mesi serviranno per 'fare i nuovi regolamenti' per rivedere le competenze.
TAGLIO DELLE PROVINCE. Si attende poi per fine anno il taglio alle province che arriverà una volta recuperati i pareri dei territori. Oltre al Ddl anticorruzione e alla mini-riforma sanitaria, l'esecutivo punterebbe anche a una terza tranche di revisione della spesa con la quale recuperare altri 6 miliardi per evitare l'aumento dell'Iva nel 2013. Di auspicabile ma più incerto c'è ancora in ballo la riforma fiscale attualmente in commissione Finanze a Montecitorio e la relativa revisione dell'Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, il taglio alle agevolazioni fiscali (evitato a sua volta con il primo aumento già varato dell'Iva) e la redistribuzione a favore delle famiglie. Mentre il rifinanziamento della social card si farebbe direttamente con la Legge di Stabilità. Molto difficile appare anche una nuova tornata di liberalizzazioni, anche se il governo indica questa come una delle priorità, considerato l'alto livello di conflitto scatenato dal primo decreto.