16/12/2017

Folla alla camera ardente di Jannacci. Martedì i funerali

Il saluto della sua Milano al teatro Dal Verme, dalle 10 alle 19 fino a lunedì. Le esequie nella Basilica di Sant'Ambrogio. Cochi: Mi è morto un fratello. Vanoni: via una parte della mia vita.

Folla alla camera ardente di Jannacci. Martedì i funerali

Enzo Jannacci

MILANO - Si svolgeranno con tutta probabilità martedì i funerali di Enzo Jannacci. La Camera Ardente resterà aperta domenica e lunedì alla casa di cura Columbus, in via Buonarroti 48 a Milano, dove venerdì sera, a 77 anni, è morto il cantautore. E nonostante il cattivo tempo e le festività pasquali, i milanesi sono arrivati per rendere l'ultimo saluto a uno degli artisti simbolo del capoluogo lombardo.

LA GENTE RICORDA IL POETA-MAESTRO. Tre rose rosse e un foglietto attaccato al mazzetto di fiori con la scritta: "...nelle orecchie, nella gola e nel cuore...Ciao Maestro!", messi in un angolo, discretamente, del portone del palazzo di casa, in viale Romagna, a Milano. Anche così un milanese ricorda Enzo Jannacci. E alla Camera Ardente le parole, anzi gli aggettivi, che sono risuonate di più, fra le persone comuni che sono venute a fare una visita alla salma, nonostante il maltempo e la giornata festiva, sono state: "poetico, surreale, grande". A salutarlo, sotto la pioggia battente, sono venuti anche colleghi di lavoro, come il cantante e compositore Ricky Gianco, "è un grande dolore" di è lasciato sfuggire", il comico Paolo Rossi e il cabarettista Cochi Ponzoni e poi l'ex sindaco di Milano, Carlo Tognoli.

ORNELLA VANONI: SE NE E' ANDATA PARTE MIA VITA. "Caro amico, matto e geniale, quante giornate felici, quante risate. Che tempi belli abbiamo vissuto insieme. Te ne sei andato e con te se ne è andata anche una parte della mia vita": con queste parole Ornella Vanoni, su Twitter, ha voluto ricordare Enzo Jannacci.

COCHI PONZONI: MI E' MORTO UN FRATELLO. "Parlare di Enzo? E' come parlare di un fratello, un fratello che è morto. Abbiamo vissuto talmente tante esperienze insieme, viaggi, cose della vita, lavoro, che per me era uno di famiglia": Aurelio Ponzoni, in arte Cochi (del celeberrimo duo Cochi e Renato), parla con commozione della vita e della morte di Jannacci. E racconta quanto ha voluto bene al compositore-cantante morto a Milano. "Certo Enzo era un grande artista, un poeta, un uomo eccezionale. Uno che ha compiuto nella sua vita tante di quelle cose che ce ne vorrebbero tre di vite, jazzista, compositore, attore, era pure diplomato in composizione all'accademia. E poi medico, e che medico! Uno che ha avuto esperienza con gente dal calibro di Barnard e con Azzolina...ma per me e Renato è stato soprattutto un grande amico, un fratello maggiore uno che ci ha tanto aiutato. Ci siamo conosciuti nel '64, lui era già famoso, aveva già avuto il successo di Scarp de tennis, io e Renato eravamo dei ragazzini. Noi facevamo cabaret al Cab 64 di Milano, lui è venuto a vederci, gli siamo piaciuti e così abbiamo cominciato a frequentarci. Lui ci ha aiutato, noi facevamo i testi e lui spesso li musicava. Ad esempio La vita l'è bela è stata musicata da lui. Nel '69 abbiamo fatto insieme una tournee teatrale, si intitolava 'Saltimbanchi si muore'. Lui si riconosceva in questo termine 'saltimbanchi'...come tutti noi che facciamo spettacolo".

MORANDI: UN INNOVATORE DALL'IMPRONTA INCONFONDIBILE. "Un grande artista ci ha lasciato, Enzo Jannacci. Un poeta estroso, ironico, geniale, con quella vena malinconica, ma così sublime...un innovatore, capace di lasciare sempre la sua inconfondibile impronta. Ciao Enzo, ci mancherai". Così Gianni Morandi, con un post sulla sua pagina Facebook, ricorda l'artista scomparso venerdì a Milano, accompagnandolo con una foto giovanile che ritrae in scena lo stesso Morandi con Jannacci e Adriano Celentano.

domenica, 31 marzo 2013