23/05/2013

Caso Lusi, Rutelli: "Sì ad arresto, o forconi fuori Senato"

"Se il Senato si ergerà a tutela di Lusi e non dello Stato di diritto, la gente arriverà davanti alle porte con i forconi". Così Rutelli sugli ultimi sviluppi dell'inchiesta a carico dell'ex tesoriere della Margherita.

Caso Lusi, Rutelli: "Sì ad arresto, o forconi fuori Senato"

Francesco Rutelli

ROMA - Francesco Rutelli mette in guardia sugli effetti che un no alla richiesta di arresto dell'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi potrebbero avere sull'opinione pubblica. "Confido che nessuno sottovaluti che se il Senato non si ergesse a tutela dello Stato di diritto, qui fuori arriverebbero i forconi", ha assicurato il leader dell'Api in una conferenza stampa al Senato sugli ultimi sviluppi del caso. Quanto al fatto che da qualche partito potrebbe arrivare un appoggio interessato a Lusi, Rutelli ha risposto: "Qualcuno gli ha dato strada? Sì. Naturalmente però non credo che ci sia la volontà soggettiva di un partito politico".

"DA LUSI STRATEGIA SUICIDA". "C'è stato un cambio di strategia. L'ex tesoriere è passato da una confessione completa, o quasi, al dire che ha comperato case su mandato del partito. E' una cosa risibile e inqualificabile", ha proseguito Rutelli. "Per quanto assurdo e inimmaginabile, l'inquinamento costante e la calunnia verso persone perbene sono una strategia, suicida, per cercare di ottenere l'assoluzione del Senato".

L'EX TESORIERE ALL'ATTACCO. 
La Procura di Roma aprirà un fascicolo di indagine in relazione alla denuncia presentata dal senatore Lusi, accusato di aver fatto sparire dalla casse del partito circa 25 milioni di euro, e che tira in ballo, per il reato di diffamazione, Francesco Rutelli e Matteo Renzi. I due esponenti dell'allora Margherita potrebbero, come atto dovuto, essere iscritti nel registro degli indagati. Da piazzale Clodio si sottolinea che per il procedimento potrebbe essere sollecitata l'archiviazione.

 

venerdì, 01 giugno 2012