25/09/2021

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Papa: “La neve è bella ma speriamo venga presto la primavera”

Così il pontefice all’Angelus, parlando ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro ancora imbiancata dalla neve, nella Giornata della Vita promossa dalla Cei.

Papa: “La neve è bella ma speriamo venga presto la primavera”

Piazza San Pietro innevata

CITTA' DEL VATICANO - ''E' bella la neve, ma speriamo che presto venga la primavera!''. Anche Benedetto XVI, salutando con queste parole esclamate 'a braccio' i fedeli al termine dell'Angelus, non ha mancato di fare riferimento alle nevicate e al gelo di questi giorni. Il Papa, che oggi indossava il cappotto bianco, si era affacciato per l'Angelus su una Piazza San Pietro ancora incorniciata dalla neve e dal ghiaccio, anche se in gran parte ripulita dagli efficienti servizi vaticani. Salutando, al termine, i pellegrini di lingua italiana, il Pontefice ha ringraziato quanti si sono dati oggi appuntamento in Vaticano, aggiungendo, sempre a braccio, ''nonostante l'inverno''.

GIORNATA DELLA VITA. Nella Giornata della Vita promossa dalla Cei, Benedetto XVI ha esortato in particolare i giovani a essere aperti alla ''accoglienza'' e al ''servizio'' alla vita. ''Oggi in Italia si celebra la Giornata per la Vita, iniziata per difendere la vita nascente e poi estesa a tutte le fasi e le condizioni dell'esistenza umana'', ha detto il Papa subito dopo la recita dell'Angelus. ''Quest'anno il Messaggio dei Vescovi propone il tema: 'Giovani aperti alla vita' - ha proseguito -. Mi associo ai Pastori della Chiesa in Italia nell'affermare che la vera giovinezza si realizza nell'accoglienza, nell'amore e nel servizio alla vita''. Il Pontefice si è anche ''rallegrato'' dell'incontro promosso ieri a Roma dalle Scuole di Ostetricia e Ginecologia delle Università romane per riflettere sulla ''Promozione e tutela della vita umana nascente'', e ha salutato ''di cuore'' mons. Lorenzo Leuzzi, i docenti e i giovani presenti oggi in Piazza San Pietro.

ANCHE FEDE CI SOCCORRE NELLA MALATTIA. Contro la malattia occorre reagire ''certamente con le cure appropriate'', e in questo senso ''la medicina in questi decenni ha fatto passi da gigante'': ma ''c'è un atteggiamento decisivo e di fondo con cui affrontare la malattia ed è quello della fede''. E' quanto ha affermato il Pontefice, commentando i passi del Vangelo su Gesù che guarisce i malati e in vista della Giornata Mondiale del Malato che ricorrerà sabato prossimo, 11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes. Parlando ai fedeli riuniti in una Piazza San Pietro ancora imbiancata dalla neve, il Papa ha ricordato che ''la liberazione da malattie e infermità di ogni genere costituì, insieme con la predicazione, la principale attività di Gesù nella sua vita pubblica''. ''In effetti - ha proseguito -, le malattie sono un segno dell'azione del Male nel mondo e nell'uomo, mentre le guarigioni dimostrano che il Regno di Dio è vicino''. Gesù, ha sottolineato, ''è venuto a sconfiggere il Male alla radice, e le guarigioni sono un anticipo della sua vittoria, ottenuta con la sua Morte e Risurrezione''. Secondo Ratzinger, ''la malattia è una condizione tipicamente umana, in cui sperimentiamo fortemente che non siamo autosufficienti, ma abbiamo bisogno degli altri''. E, ''con un paradosso'', ha aggiunto che ''la malattia può essere un momento salutare in cui si può sperimentare l'attenzione degli altri e donare attenzione agli altri'', pur essendo ''sempre una prova, che può diventare anche lunga e difficile''. ''Quando la guarigione non arriva e le sofferenze si prolungano - ha osservato il Pontefice -, possiamo rimanere come schiacciati, isolati, e allora la nostra esistenza si deprime e si disumanizza''. Per Benedetto XVI, però, ''la vera risposta, che sconfigge radicalmente il Male'', è la fede ''nell'amore di Dio''. ''Come Gesù ha affrontato il Maligno con la forza dell'amore che gli veniva dal Padre, così anche noi possiamo affrontare e vincere la prova della malattia tenendo il cuore immerso nell'amore di Dio'', ha rimarcato. Tuttavia, ha concluso, ''nella malattia,abbiamo tutti bisogno di calore umano: per confortare una persona malata, più che le parole, conta la vicinanza sincera''.domenica, 05 febbraio 2012