27/06/2017

Lampedusa, via ai trasferimenti. Fuga di immigrati dal Cie di Torino

Trasferiti i primi 300 tunisini. Ieri scontri tra immigrati e lampedusani. Fermati i 4 presunti responsabili del rogo al Cpt e alcuni scafisti. Nella notte rivolta a Torino: scappano in 20.

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Lampedusa, via ai trasferimenti. Fuga di immigrati dal Cie di Torino

Scontri a Lampedusa

LAMPEDUSA - Sono quattro gli immigrati fermati per il rogo del Cpt di Lampedusa. Sarebbero loro gli autori dell'incendio che, due giorni fa, ha danneggiato il centro di accoglienza dell'isola: azione alla base degli scontri e delle violenze che sono seguite. Durante l'operazione, agenti della Questura hanno eseguito anche altri sette fermi: quattro presunti scafisti di uno degli sbarchi avvenuto nei giorni scorsi e tre migranti rientrati in Italia dopo essere stati già espulsi. I provvedimenti sono stati eseguiti su disposizione del procuratore aggiunto di Agrigento. Sulla scia del caso "lamepdusa" nella notte una forte rivotla è scoppiata anche al Cie di Torino dove in 20 sono risuciti a fuggire. Trovati alcuni "pizzini" che incitavano gli immgirati alla violenza.

500 TUNISINI A LAMPEDUSA, 300 TRASFERITI. Notte tranquilla a Lampedusa dove sono rimasti circa 500 i tunisini: nella notte, infatti, circa 300 migranti sono stati trasferiti dall'isola con voli militari. Gli extracomunitari sono rimasti nei capannoni del centro di accoglienza non danneggiati dall'incendio di due giorni fa. Nello stesso centro proseguono i lavori di rimozione delle macerie delle strutture distrutte. 

FUGA ANCHE DAL CIE DI TORINO. Rivolta nella notte al Cie di Torino. Oltre una ventina gli stranieri che sono riusciti a fuggire, dieci gli arrestati. Si registrano feriti e contusi tra le forze dell' ordine (tre agenti e quattro carabinieri, secondo fonte della questura). Sembra che a scatenare la violenta protesta sia stata una manifestazione di appartenenti all'area anarco-antagonista che, attorno a mezzanotte, hanno iniziato a lanciare numerose palline da tennis all'interno del centro. Nelle palline c'erano fogliettini che incitavano alla rivolta citando anche gli scontri avvenuti nel pomeriggio a Lampedusa. Secondo gli investigatori, dopo la manifestazione degli anarco-antagonisti e il lancio dei "pizzini", si è scatenata la protesta all'interno del centro. Numerosi ospiti hanno iniziato a lanciare oggetti contro le forze dell'ordine, a danneggiare i cancelli e le porte dei moduli abitativi. Alcuni (al momento ne sono stati calcolati 22) sono riusciti ad aprirsi un varco all'esterno e a fuggire. Dieci gli arrestati. Due da parte dei carabinieri: un clandestino algerino di 24 anni e un altro egiziano di 32 anni che, assieme ad altri, con una spranga di ferro lunga 78 centimetri, ha colpito alcuni agenti.

CONFERMATA FESTA PATRONA CON VESCOVO TUNISI.
Intanto oggi sull'isola siciliana sarà giorno di festa con la processione della Santa Patrona dell'isola, la Madonna di Porto Salvo, alla quale parteciperà il vescovo di Tunisi, monsignor Maroun Elias Lahham, arrivato nella tarda serata di ieri nell'isola. Il sindaco Bernardino De Rubeis ha infatti confermato che i festeggiamenti, che hanno rischiato di saltare per gli scontri di ieri, si terranno regolarmente.

"RIMPATRIATI ENTRO 48 ORE". "Entro le prossime 48 ore tutti i clandestini presenti a Lampedusa saranno trasferiti per essere poi rimpatriati", aveva assicurato ieri il Sottosegretario all'Interno con delega all'immigrazione e asilo, Sonia Viale, che ha espresso la più ferma condanna per le violenze sull'isola. "Gli atti vandalici e le rivolte poste in essere dai cittadini tunisini a Lampedusa nascono dalla loro consapevolezza di essere rimpatriati. Tali episodi di inaccettabile violenza non modificano il piano dei rimpatri, che prosegue e non subirà rallentamenti", ha concluso.

INCHIESTA SUL ROGO.
Il procuratore di Agrigento Renato Di Natale ha intanto confermato l'apertura di un'inchiesta sul rogo che ha semidistrutto due dei tre padiglioni, ipotizzando i reati di incendio e danneggiamento, spiegando, però, che "se le indagini delle forze dell'ordine dovessero appurare che la vita di molte persone è stata messa in serio rischio, si potrebbe anche configurare il reato di strage".giovedì, 22 settembre 2011