08/12/2019

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Gli italiani ancora in mano ai rapitori

I connazionali ancora nelle mani dei rapitori sono Giovanni Lo Porto (nella foto), Maria Sandra Mariani, Franco Lamolinara, sei marinai della motonave Enrico Ievoli, Bruno Pellizzari. Quest'ultimo ha doppio passaporto.

Gli italiani ancora in mano ai rapitori

Giovanni Lo Porto

ROMA - Sono ancora tanti i nostri connazionali nelle mani di rapitori all'estero. Si tratta non solo di cooperanti, ma anche di turisti, lavoratori. La maggior parte degli italiani sono stati sequestrati nelle aree desertiche dell’Africa occidentale fino al Corno d’Africa, al Pakistan. Aree cosiddette "rosse" perchè considerate pericolose per la presenza di gruppi terroristici o milizie islamiche, come Al Qaeda nel Maghreb, i Boko Haram nigeriani, gli al-Shabab somali o i taleban dell’Afpak. In queste terre hanno perso la loro libertà, diventandio ostaggi, Maria Sandra Mariani, Franco Lamolinara, Giovanni Lo Porto, e poi ancora sei marinai della motonave Enrico Ievoli. Di loro si occupa costantemente l’Unità di crisi della Farnesina, che assieme al ministero degli Esteri nel suo complesso, e di concerto con altre istituzioni nazionali, gestisce questo tipo di emergenze.

La Farnesina si occupa anche in seconda battuta anche del rapimento di due persone con doppio passaporto (italiano e di altro Stato) e i cui casi sono gestiti principalmente dalle autorità dall’altro Paese di origine. Come Bruno Pellizzari. Poche settimane fa il ministro Terzi aveva twittato sul suo profilo, in riferimento al rapimento Urru, che "il riserbo è d’obbligo per la soluzione positiva". Il 16 dicembre scorso è ritornato a casa Francesco Azzarà di Emergency, rapito in Sudan. Sono tornati a cas anche i 5 italiani della Savina Caylyn liberata a gennaio e i 6 connazionali della Rosalia D’Amato.

sabato, 03 marzo 2012