19/06/2013

Assalto alle ambasciate, almeno sette morti

Si allarga la protesta per il film anti-Maometto. Tre vittime a Khartoum e Tunisi. Una al Cairo. Diplomatici in fuga dalle sedi. 200 feriti in Egitto, colpiti tre osservatori colombiani nell'attacco alla base multinazionale del Sinai. Disordini anche in Libano.

Assalto alle ambasciate, almeno sette morti

Disordini in Afghanistan

BEIRUT - Sono almeno sette i morti nel venerdì di rabbia contro l'Occidente: uno al Cairo, tre a Tunisi e tre a Khartoum, vittime nelle manifestazioni contro la proiezione di un film su Maometto considerato blasfemo, avvenuta nella rappresentanza diplomatica statunitense di Bengasi. Tutte le capitali dell'Islam si sono rivoltate contro l'Occidente: da Beirut ad Amman, da Khartoum a Mombasa, fino a Dacca e Giacarta. In tutte le città, i manifestanti sono scesi in piazza, assaltando le ambasciate e bruciando i simboli statunitensi.

TUNISI. In Tunisia, i manifestanti sono entrati nell'ambasciata statunitense: tre persone sono morte negli scontri con la polizia, che ha sparato ad altezza d'uomo. Almeno 28 i feriti. Anche alcuni giornalisti che stavano seguendo i disordini davanti all'ambasciata  sono stati picchiati e rapinati da dimostranti. Poco prima, l'edificio era stato evacuato. I diplomatici Usa - compreso l'ambasciatore - si sono allontanati, ma "con grande difficoltà", come riferito sulle agenzie statunitensi.  Subito dopo, una scuola americana,  l'American Cooperative School of Tunis, che si trova nella municipalità di L'Aouina (nell'area della Grand Tunis) è stata presa d'assalto e data alle fiamme.

LIBANO.
A Tripoli, nello stesso giorno in cui il Papa è nel Paese, una persona è morta  e 25 sono rimaste ferite nelle violenti proteste. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya, secondo la quale la polizia era riuscita a disperdere la manifestazione di circa 300 persone, sparando colpi in aria. Poco dopo, i dimostranti sono tornati a radunarsi. Nelle proteste, è stato dato alle fiamme un ristorante della catena americana Kentucky Fried Chicken.

SCONTRI AL CAIRO.
 In Egitto invece, sono 224 le persone che hanno ricevuto assistenza medica, soprattutto per intossicazione da gas lacrimogeni, nei pressi di piazza Tahrir, nei tafferugli con le forze dell'ordine. Negli scontri è morto un giovane, di circa vent'anni: il suo corpo è stato trovato nei pressi della moschea Omar Makram. I manifestanti, allontanati dall'ambasciata Usa in mattinata, si sono riversati nelle strade adiacenti e per tutto il giorno si sono scontrati con le forze dell'ordine con una fitta sassaiola. Gli scontri non si sono limitati alla capitale: beduini appartenenti a gruppi ultraconservatori islamici hanno attaccato un campo di peacekeeper delle Nazioni Unite nel Sinai, nella città di Sheikh Zuwayed. Feriti tre osservatori.

ASSALTO ALL'AMBASCIATA TEDESCA A KHARTOUM
.  Sempre nel venerdì di preghiera, circa trecento manifestanti hanno assaltato l'ambasciata tedesca a Khartoum, in Sudan, per protestare contro la proiezione del film su Maometto, considerato blasfemo. La bandiera è stata ammainata e al suo posto è stato issato un vessillo islamico; testimoni hanno anche riferito di fiamme davanti alla rappresentanza diplomatica e di vetri rotti. Dopo l'irruzione, i manifestanti si sono diretti verso l'ambasciata statunitense. Un manifestante è stato poi ucciso dalla polizia sudanese, davanti all'ambasciata americana, come riferito dall'emittente satellitare al-Arabiya.

IN DIECIMILA A DACCA, BANGLADESH. Scontri anche in Bangladesh: circa diecimila manifestanti hanno bruciato a Dacca bandiere americane e israeliane e hanno cercato di avvicinarsi all'ambasciata degli Stati Uniti. Alla fine della preghiera del venerdì, i manifestanti erano radunati a migliaia davanti alla moschea Baitul Mokarran, la più importante del Paese, gridando 'Dio e' grande', 'Spezzate le mani nere degli ebrei'. La polizia ha fronteggiato le proteste con gli idranti.

PROTESTE IN INDONESIA. Polizia in allerta anche in Indonesia. L'ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta non ha richiesto di innalzare il livello di sicurezza, ma ha inviato un'e-mail ai cittadini americani nel Paese, avvisando che sono previste proteste di circa 300 persone, dopo le preghiere del venerdì. La polizia ha fatto sapere di aver messo in allerta 250 agenti in tenuta anti sommossa.

FILM BLASFEMO, INDIA CHIEDE A GOOGLE DI OSCURARE 11 SITI.
Il governo indiano ha chiesto a Google di oscurare 11 siti su cui sono visibili le immagini del trailer del film su Maometto che ha innescato un'ondata di proteste nel mondo islamico. Secondo quanto scrive il Times of India, a sollecitare questa misura sono tate le autorita' dello Stato himalayano del Jammu e Kashmir, a maggioranza musulmana e dove sono attivi gruppi integralisti e violenti. Google, che controlla YouTube, avrebbe già accolto la richiesta come aveva fatto per Afghanistan e Pakistan dove i siti sono già stati bloccati.

venerdì, 14 settembre 2012