23/05/2013

I due anarchici restano in carcere

Il gip di Torino ha convalidato l'arresto per Alfredo Cospito per l'attentato al manager di Ansaldo, Roberto Adinolfi. Per Nicola Gai, l'altro anarchico fermato, disposta una nuova ordinanza di custodia cautelare. Il fascicolo ora passa a Genova.

I due anarchici restano in carcere

Un frame del video

TORINO – Il gip di Torino ha convalidato l'arresto del torinese Alfredo Cospito accusato dell'attentato di Genova all'ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria all'alba di venerdì scorso. Il gip non ha convalidato invece l'arresto di Nicola Gai, fermato con Cospito, ma ha comunque disposto una nuova ordinanza di custodia cautelare. Entrambi restano pertanto in carcere. Ora il fascicolo verrà trasmesso a Genova dove il gip dovrà rinnovare le misure di custodia. Ieri, durante l'udeinza di convalida del fermo a Torino i due anarchici torinesi hanno osservato un silenzio totale, tanto che hanno preferito non dire nemmeno i loro nomi né declinare le proprie generalità. I pm di Genova, Silvio Franz e Nicola Piacente, che coordinano le indagini della Digos e dei carabinieri, se l'aspettavano: gli anarchici, e in modo particolare gli informali, non riconoscono alcuna autorità, tantomeno quella dello Stato e ad essa non rispondono.

LE INDAGINI. Intanto le indagini vanno avanti: le perquisizioni hanno portato le prime conferme, come il rinvenimento degli abiti compatibili con quelli descritti dal figlio di Adinolfi il giorno dell'attentato, in particolar modo un giaccone marrone. Le analisi biochimiche e balistiche potranno dare ulteriori conferme. La Digos sta lavorando tra l'altro sulle schede madre prelevate dalle fotocopiatrici in uso agli indagati e nei personal computer sequestrati oltre ai tracciati dei telepass e ancora sulle videocamere intorno alla zona dove è stato parcheggiato lo scooter utilizzato per l'attentato.

LA VIA DI FUGA. Uno dei punti da chiarire riguarda proprio la via di fuga: i fotogrammi della videocamera del bar hanno ripreso Gai e Cospito, il 'compagno pitokos', mentre si allontanano da via Galata. I due poi 'spariscono' in un'area resa cieca dalla assenza di videocamere. Non percorrono via XX settembre, né si ritrovano alla stazione ferroviaria di Brignole o in piazza della Vittoria. Con tutta probabilità i due erano attesi in piazza Colombo da un complice dove i due hanno potuto disfarsi della pistola Tokarev e prendere una o due macchine per rientrare in Piemonte. La Digos genovese e i carabinieri cercano anche di circoscrivere l'ambito delle complicità che potrebbe estendesi ben oltre il territorio piemontese, fino alla Campania, dove si troverebbe l'anello di collegamento con il movimento greco della cospirazione delle Cellule di fuoco, e alla Toscana dove si trova un anarchico condannato per rapina, frequentato spesso da uno dei due indagati, profondo conoscitore del mercato clandestino delle armi. Anarchici che gli investigatori ritengono di "grande spessore politico e criminale", che nulla avrebbero a che vedere con anarchici 'cittadini', come quelli recentemente perquisiti e indagati dai carabinieri a Genova.

domenica, 16 settembre 2012