20/06/2013

Processo a Breivik, le lacrime del killer

Si commuove per il suo filmato propaganda anti immigrati. Saluto estremista alle vittime. "Non riconosco questa corte" ha detto l'autore del massacro del 22 luglio scorso, in cui morirono 77 persone.

Processo a Breivik, le lacrime del killer

Breivik in aula

OSLO - Si è aperto in Norvegia per il processo a carico di Anders Behring Breivik, l'estremista di destra responsabile della bomba a Oslo e il massacro sull'isola di Utoya, costati la vita a 77 persone. Liberato dalle manette, al suo ingresso nel tribunale Breivik ha salutato le famiglie delle vittime con il braccio teso ed il pugno serrato. Un saluto, spiega Breivik nel suo manifesto, che rappresenta ''la forza, l'onore e la sfida ai tiranni marxisti d'Europa''.

CAPACE DI INTENDERE? Nel corso dibattimento, di cui si prevede una durata di almeno dieci settimane, si dovrà stabilire se Breivik è capace di intendere e di volere. Sarà una battaglia a furia di perizie e controperizie: circa una settimana fa una perizia aveva sostenuto che l'imputato è responsabile dei suoi atti e non soffre di psicosi, mentre un'altra precedente aveva stabilito che l'uomo soffre di "schizofrenia paranoide". Ipotesi che il 33enne ha definito "peggiore della morte".

"NON RICONOSCO IL TRIBUNALE". Breivik ha detto in aula di non riconoscere il tribunale di Oslo perché dipende dai partiti politici che sostengono il multiculturalismo. 

LE LACRIME.
L'autore delle stragi del 22 luglio scorso a Oslo e sulla vicina isoletta di Utoya è apparso impassibile e sicuro di sé fino a quando non è stato proiettato su uno schermo il filmato propagandistico, dodici minuti in tutto, che proprio lui aveva diffuso via Internet il giorno dei due eccidi, costati complessivamente 77 morti: allora Breivik è scoppiato a piangere, il volto gli è diventato paonazzo per l'emozione, le labbra hanno preso a tremare, e il 33enne pluri-omicida si è dovuto detergere le copiose lacrime dal viso con una mano. Il cortometraggio mostrava tra l'altro immagini e disegni di diversi islamisti: cioè di coloro contro cui ha sostenuto anche oggi di aver agito "per legittima difesa" dell'identità nazionale della Norvegia, minacciata a suo dire dal "multiculturalismo".

lunedì, 16 aprile 2012