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L'esercito di Assad spara sui manifestanti ad Aleppo
Almeno 33 morti nelle proteste antigovernative del venerdì. Studenti in piazza ad Aleppo dopo il raid nei dormitori dell'università. La Francia: la Siria continua a non rispettare i suoi impegni e prosegue la repressione.

Manifestazioni in Siria
DAMASCO - Nuovo venerdì di protesta in Siria: almeno 33 persone sono morte negli scontri tra manifestanti e forze governative, nelle città di Aleppo, Homs, Dayr a-Zor, Hama e Daraa (sobborgo di Damasco).
SPARI CONTRO LA FOLLA AD ALEPPO. Ad Aleppo i giovani dell'università sono scesi in piazza dopo un raid dell'esercito nel dormitorio, in cui sono morti quattro studenti. Le forze governative hanno sparato contro i dimostranti: un attivista ha riferito che le proteste nella città sono state le più grandi dall'inizio delle rivolte contro il presidente Bashar Assad a marzo del 2011. "La gente è esasperata per quello che è accaduto ieri all'università, tutti vogliono esprimere solidarietà a quegli studenti", ha detto l'attivista. Ha aggiunto che i militari erano schierati in forze e hanno sparato munizioni vere per disperdere i manifestanti, arrestando anche numerose persone in modo indiscriminato.
LE VITTIME DEL VENERDI'. Secondo i comitati di coordinamento locale, le vittime del venerdì di protesta sono almeno 33. Il centro di documentazione siriano, con sede a Londra ne indica invece 22, con nome e cognome: sette a Idlib, cinque a Homs, tre a nord di Aleppo e nella regione di Hama, due a Dayr a-Zor e uno a Daraa. Questi ultimi due sarebero soldati disertori. Un altro manifestante è morto invece a Damasco, nel quartiere Tadamun, raggiunto da un colpo di arma da fuoco sparato dalle forze di Assad.
LA FRANCIA: ASSAD CONTINUA LA REPRESSIONE. Intanto la comunità internazionale continua a esercitare pressione sul presidente Bashar el-Assad. A Parigi, il portavoce del ministero degli Esteri della Francia, Vincent Floreani, ha sottolineato che a Siria continua a non rispettare i suoi impegni e prosegue la repressione contro gli oppositori. Floreani ha poi chiesto l'applicazione immediata e integrale delle disposizioni previste dal piano Nazioni Unite-Lega Araba.