11/12/2018

[an error occurred while processing this directive]

Inchiesta P4, Alfano: "Intercettazioni penalmente irrivlenati". Fini: no a decreti

I pm di Napoli: "Lo stabilisca un giudice". Si riapre il dibattito sul ddl, ma il presidente della Camera frena: nessun decreto e nessuna legge bavaglio. Per le intercettazioni relative alla Rai pubblicate sui giornali, l'azienda annuncia: "Avvieremo indagine interna".

Inchiesta P4, Alfano: "Intercettazioni penalmente irrivlenati". Fini: no a decreti

Angelino Alfano

ROMA - Le intercettazioni finite nel fascicolo sulla P4, la presunta associazione segreta al centro di una inchiesta nata a Napoli e in parte trasferita alla Procura di Roma, sono state oggetto di un intervento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha voluto chiarire come "tutte le intercettazioni che leggiamo oggi sui giornali, oltre a non essere penalmente rilevanti, non sono gratis". Il debito accertato nei confronti delle ditte e degli operatori telefonici, ha ricordato, "è di un miliardo di euro", ha aggiunto durante la tavola rotonda di Confindustria sui costi della giustizia.

LA REPLICA DEI PM DI NAPOLI. Alle parole del ministro sulla presunta "irrilevanza penale" delle carte sono voluti intervenire alcuni magistrati. Per il pubblico ministero titolare dell'inchiesta napoletana Henry John Woodcock, "parlano gli atti processuali, che sono stati già esaminati da un giudice e che saranno esaminati da altri giudici". "La rilevanza o meno delle intercettazioni va valutata dal magistrato requirente e dal giudice giudicante, cosa che è regolarmente avvenuta", ha voluto rispondere a distanza il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore, ricordando che i pm erano "obbligati a depositare le intercettazioni per metterle a disposizione della difesa".

DIBATTITO DDL INTERCETTAZIONI. Proprio sui costi delle intercettazioni e sulla questione della privacy si riaccende il dibattito sul disegno di legge voluto dal Pdl e firmato proprio dal Guardasigilli. "Scandalosa" è definita la situazione dal capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, che però esclude l'eventualità che la maggioranza possa ricorrere a un decreto sul tema. Le opposizioni contrattaccano, chiedendo che, nonostante una riforma che ridisciplini il sistema sia necessaria, non si può fare a una legge "che blocchi o limiti un importante" strumento di indagine, sostiene Andrea Orlando, del Pd.

FINI: "NO A DECRETI". Sulla stessa linea anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che intervenendo in un programma televisivo ha detto di augurarsi che "il governo riponga nel cassetto l'ipotesi del ricorso al decreto", perché "non verrebbe rispettato il requisito di straordinaria necessità e urgenza". Fini ha anche definito quello che si è creato per l'opinione pubblica con il caso P4 "un clima da basso impero, con una corte di affaristi, maldicenze, richieste di favori che, giustamente, determineranno la giusta indignazione degli italiani normali".

AUDIT RAI. E proprio per le intercettazioni contenute nell'inchiesta e pubblicate, la Rai ha deciso che avvierà un'indagine interna sul caso P4 per "verificare eventuali interferenze indebite nell'attività gestionale aziendale": lo ha annunciato il direttore generale Lorenza Lei durante la riunione del consiglio di amministrazione, a Viale Mazzini. Il cda, si legge in una nota, "manifestando forte preoccupazione per quanto emerso sugli organi di stampa in merito alle intercettazioni telefoniche che riguardano la Rai, ha condiviso unanimemente l'iniziativa del direttore generale di dare incarico a un legale di assistere l'azienda in ogni sede competente per valutare le iniziative opportune a tutela dell'immagine della Rai".

IL 'CASO PAPA'. Ieri la giunta della Camera per le Autorizzazioni ha rinviato la decisione sulla richiesta di arresti cautelari nei confronti del deputato del Pdl Alfonso Papa, con la richiesta di nuove carte ai pm.

giovedì, 23 giugno 2011Aggiornato:giovedì, 23 giugno 2011, 21:10