13/11/2019

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Cucchi, al via il processo. La sorella: "Verità lontana"

A processo anche 12 imputati fra medici e secondini. Il procedimento dovrà accertare la verità sulla morte del 31enne deceduto all'ospedale Pertini 6 giorni dopo l'arresto per spaccio di droga.

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Cucchi, al via il processo. La sorella: "Verità lontana"

Stefano Cucchi

ROMA - Al via a Roma il processo per accertare la verità sulla morte di Stefano Cucchi, il geometra di 31 anni morto nell'ottobre del 2009 nel reparto protetto dell'ospedale Pertini, sei giorni dopo il suo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti. Nell'aula bunker del carcere di Rebibbia la prima udienza del processo vedrà alla sbarra dodici imputati.

LA SORELLA: "LA VERITA È LONTANA". "Riguardandomi indietro è una grande cosa che il processo sia iniziato. Per noi è difficile essere qui a ricordare quanto è accaduto. Soprattutto perchè siamo convinti che la verità è ancora lontana". Così Ilaria Cucchi, sorella dello scomparso Stefano, a conclusione della prima udienza del processo sulla morte del fratello, fermato per droga il 15 ottobre del 2009 e poi morto la settimana successiva in ospedale. All'udienza di oggi erano presenti in aula anche i genitori, il papà Giovanni e la mamma Rita Calore. Tutta la famiglia è costituita parte civile.

GLI IMPUTATI. Si tratta di tre guardie carcerarie, Nicola Minichini, Corrado Santantonio e Antonio Domenici, imputate di lesioni personali; e sei medici dell'ospedale Sandro Pertini, Aldo Fierro, Stefania Corvi, Flaminia Bruno, Luigi Preite De Marchis, Silvia Di Carlo e Rosita Caponetti. Tutti, tranne quest'ultima, sono stati rinviati a giudizio per abbandono di persona incapace. Rosaria Caponetti, dirigente medico del Pertini, è imputata per abuso d'ufficio e falso. Per abbandono di persona incapace sono stati rinviati a giudizio anche tre infermieri, Giuseppe Flauto, Elvira Martelli e Domenico Pepe.

LA DIFESA CHIEDE SOPRALLUOGO IN CELLA. Tra le richieste preliminari all'inizio del dibattimento nel processo per la morte di Stefano Cucchi c'è stata quella che ha sollecitato una delle difese relativa all'effettuazione di un sopralluogo nella cella del Tribunale di Roma dove fu tenuto il giovane in attesa dell'interrogatorio successivo al suo arresto per droga. la terza corte d'assise si e' riservata di decidere alla prossima udienza. 

PARTE CIVILE ANCHE IL TRIBUNALE PER I DIRITTI DEL MALATO. I giudici hanno oggi ammesso come parte civile il Tribunale per i diritti del malato (i familiari di Cucchi e il Comune di Roma erano stati già ammessi in udienza preliminare), e hanno consentito la citazione di tutti i testimoni di cui è stata fatta richiesta, riservandosi di decidere sulla produzione documentale. Tra i documenti che i pm Vincenzo Barba e Maria Francesca Loy hanno chiesto di produrre, ci sono gli atti dell'inchiesta compiuta dalla Commissione parlamentare presieduta dal senatore Ignazio Marino e quelli dell'inchiesta dell'amministrazione penitenziaria.

I GIUDICI: NIENTE PROCESSO A PORTE CHIUSE. "No" dei giudici, inoltre, allo svolgimento del processo a porte chiuse e senza telecamere. numerose le televisioni oggi presenti a riprendere le fasi processuali; a loro sarà comunque vietato di inquadrare i testimoni che non vorranno e gli imputati. La prossima udienza, il 28 aprile, compariranno in aula i primi testimoni: otto carabinieri che arrestarono Cucchi la settimana prima della sua morte.

UNA CONDANNA.
Il funzionario del Dap Claudio Marchiandi, direttore dell'ufficio detenuti e del trattamento del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria che aveva chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, lo scorso 25 gennaio è stato condannato a due anni di reclusione.   

giovedì, 24 marzo 2011