22/09/2019

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Trattativa Stato-mafia, Napolitano: "Campagna di sospetti sul nulla"

Il capo dello Stato dopo notizie di stampa che coinvolgono il Quirinale nella vicenda della presunta trattativa tra Stato e mafia: "Campagna di insinuazione e sospetto sul presidente della Repubblica e i suoi collaboratori costruita sul nulla". Cancellieri: "Colle al di sopra di ogni sospetto".

Trattativa Stato-mafia, Napolitano: "Campagna di sospetti sul nulla"

Napolitano

ROMA - In questi giorni è stata condotta "una campagna di insinuazione e sospetto sul presidente della Repubblica e i suoi collaboratori costruita sul nulla": è il capo dello Stato stesso, Giorgio Napolitano, a intervenire sul tema del coinvolgimento del Quirinale nella vicenda della presunta trattativa fra Stato e mafia dopo la pubblicazione di alcuni articoli di stampa che lo hanno tirato in ballo. Interpellato dai giornalisti a margine della cerimonia per i 238 anni dalla fondazione della Guardia di Finanza a Coppito, L'Aquila, ha dichiarato che sui quotidiani, in queste settimane, sono comparse anche "interpretazioni arbitrarie e tendenziose, talvolta persino versioni manipolate" che riferivano di atti di indagini giudiziarie sulle "più sanguinose stragi di mafia degli anni Novanta".

"SERENO E TRASPARENTE". "Ho reagito con serenità e la massima trasparenza" agli attacchi che hanno investito il Quirinale, ha proseguito, spiegando che continerà ad "andare avanti nel modo più corretto ed efficace, anche attraverso i necessari coordinamenti dell'azione della magistratura". In tema di trasparenza ha infine voluto ricordare di aver deciso di rendere pubblico "il testo di una lettera riservata" del segretario generale del Quirinale, Donato Marra, al procuratore generale di Cassazione, e ha promesso: "Continuerò, perché è mio dovere e prerogativa, ad adoperarmi perché vada avanti l'accertamento della verità". I cittadini italiani, ha garantito, "possono essere tranquilli che io terrò fede ai miei doveri costituzionali".

INTERCETTAZIONI? "SERVE LARGA INTESA". I giornalisti hanno infine chiesto al presidente un commento in materia di riforma delle intercettazioni, dato che sull'edizione odierna del Fatto quotidiano sono state pubblicate due telefonate intercettate sull'utenza dell'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino, ora indagato dalla Procura di Palermo perché sospettato di aver rilasciato false dichiarazioni durante le sue audizioni davanti ai magistrati. "E' una scelta che spetta al parlamento", ha risposto Napolitano, ma è una questione "che già da tempo doveva essere affrontata e risolta sulla base di un'intesa la più larga possibile".

CANCELLIERI DIFENDE IL COLLE. "Sono pienamente d'accordo con il presidente Napolitano, il Quirinale è al di sopra di ogni sospetto", sostiene il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri.

FINI: NON DELEGITTIMARE IL CAPO DELLO STATO. "L'equilibrio, l'imparzialità e l'alto senso dello Stato con i quali il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, svolge il suo mandato di massimo garante della Costituzione e di supremo magistrato, si manifestano in ogni occasione e sono alla base del rispetto e della gratitudine di cui gode tra tutti gli italiani". Lo dichiara il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. "Il suo alto impegno al servizio del Paese - prosegue Fini - ha un valore ancor più rilevante in questa difficile fase della società nazionale, il cui legame con le istituzioni deve essere salvaguardato da ogni forma di irresponsabile delegittimazione".
giovedì, 21 giugno 2012