08/12/2019

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Nobel 2010, favorita l'algerina Djebar

Il premio per la letteratura secondo i bookmaker: oltre alla poetessa, quotati anche l'americano McCarthy e gli africani Farah e Thiong'o.

Nobel 2010, favorita l'algerina Djebar

Attesa per la scelta del Nobel

STOCCOLMA (SVEZIA) - L'Europa conta il maggior numero di Nobel della letteratura, le donne sono scarsamente rappresentate così come i poeti e all'Accademia svedese piacciono i lavori politicamente impegnati: in base ai precedenti, per gli esperti il premio 2010 dovrebbe finire nelle mani della poetessa algerina Assia Djebar.

LE STATISTICHE. Ma Djebar, autrice di "Poemes pour une Algerie heureuse", scrive in francese, e il Nobel è già finito due anni fa nelle mani di uno scrittore d'Oltralpe, Jean-Marie le Clezio: il che, statistiche alla mano, rende poco probabile un suo trionfo nonostante il suo nome figuri da anni nella rosa dei favoriti. Nei circoli letterari svedesi si preferisce invece guardare all'esito della recente Fiera del libro di Goteborg, dove le opere di tema africano hanno suscitato grande interesse: se tale indicazione fosse affidabile, il somalo Nuruddin Farah e il kenyano Ngugi Wa Thiong'o sarebbero tra i favoriti.

I FAVORITI. Altre coincidenze statistiche riguardano i vincitori del premio letterario Stig-Dagerman, che nel 2004 e nel 2008 si sono aggiudicati anche il Nobel: in tal caso, quest'anno toccherebbe all'uruguaiano Eduardo Galeano. La rosa dei nomi non finisce qui ovviamente: tra i favoriti, ci sono lo statunitense Cormac McCarthy (beniamino dei bookmaker) e il giapponese Haruki Marukami. Infine, dopo tredici anni senza un poeta vincitore, lo svedese Tomas Trantroemer e il siriano Adonis sono considerati le due migliori possibilità oltre a Djebar.

L'IPOTESI DI UN GIORNALISTA. Infine, prestando fede all'unico indizio fornito dall'Accademia, ovvero che il vincitore dev'essere stato testimone di qualche evento importante nel mondo, non è da escludere neanche che il premio possa andare a un giornalista. "Dovrebbe trattarsi di un viaggiatore, uno come Ryszard Kapuscinski: fosse stato ancora vivo, lo avrebbe ricevuto due anni fa", ha spiegato Jonas Axelssson, della casa editrice Bonniers, ricordando l'autore polacco. L'unica certezza, infatti, è che l'Accademia premia solo i viventi.
mercoledì, 06 ottobre 2010