12/04/2021

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Staminali. Balduzzi: Sofia può continuare le cure

Lo afferma il Ministro della Salute in relazione alle dichiarazioni di Adriano Celentano alle Iene sulla vicenda delle cure alla piccola Sofia.

Staminali. Balduzzi: Sofia può continuare le cure

Balduzzi

ROMA - "Sto seguendo personalmente e da molti giorni questa vicenda perche' la soluzione da dare sia rispettosa delle leggi e delle esigenze di sicurezza scientificamente accertate". Lo afferma, in una nota, il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, in relazione alle dichiarazioni di Adriano Celentano alle Iene sulla vicenda delle cure alla piccola Sofia. "La soluzione che in data odierna abbiamo suggerito potra' consentire alla piccola Sofia di proseguire con il trattamento gia' iniziato con la prima infusione a condizione che i suoi genitori diano il consenso informato. Non escludo altre forme di intervento che devono comunque rispettare le esigenze di sicurezza della salute pubblica, perche' ne va della salute di tutti". Questo pomeriggio, in un comunicato, il Ministero della Salute aveva fornito il proprio parere e quello dell'ISS e dell'Aifa sull'accesso al metodo Stamina da parte di pazienti che hanno gia' avuto un primo trattamento: "Il Ministro della salute ha interpellato il Presidente dell'Istituto superiore di sanita' e il Direttore generale dell'Aifa sugli aspetti sanitari conseguenti ai complessi e non omogenei interventi dei giudici ordinari e amministrativi sull'impiego delle cellule staminali preparate presso l'Ospedale di Brescia secondo il metodo Stamina. Il Presidente dell'ISS e il Direttore generale dell'Aifa, nel ricordare che le cellule staminali predette risultano preparate non in conformita' alle previsioni di legge e in laboratorio non autorizzato, hanno comunque osservato che, se a seguito di pronunce dei giudici viene dato comunque corso all'ulteriore impiego di tali cellule su alcuni pazienti, non sussistono specifiche ragioni per escludere che possano proseguire la stessa terapia i diversi pazienti che, a giudizio dei medici dell'Ospedale di Brescia, hanno avuto un primo trattamento, senza che si siano verificati effetti indesiderati di rilievo, purche', in ogni caso, permanga il consenso informato del paziente o dei genitori del minore alla prosecuzione della cura".

domenica, 10 marzo 2013