25/04/2017

Tradotta la lingua dei delfini

Da Golfo Aranci, in Sardegna un gruppo di studiosi italiani ha realizzato il più completo studio sui suoni emessi dal delfino tursiope.

Tradotta la lingua dei delfini

Delfini

Dai melodici fischi usati dalle mamme per mantenere il contatto con i cuccioli, ai più forti e stridenti impulsi a raffica emessi quando c'è da lottare per il cibo. È la lingua dei delfini che uno studio italiano ha codificato per la prima volta.  Quattordici segnali in tutto e una serie di comportamenti "socialmente complessi", raccolti e poi pubblicati dall'americana "Nova Science Publishers".

Quasi 20 anni fa, nel 1991, un gruppo di ricercatori, guidati da Bruno Diaz Lopez, direttore del Bottlenose Dolphin Research Institute (Bdri) ha cominciato a seguire la comunità di delfini tursiope, la specie più comune, negli spostamenti e nella vita quotidiana mentre sguazzavano nel mare di Golfo Aranci, in Sardegna. Circa 23 esemplari in tutto ai quali durante l'estate se ne aggiungevano altri provenienti da altre zone, come La Maddalena, per un totale di 62 animali.

"Abbiamo osservato un comportamento 'diplomatico' - spiega Diaz - che i delfini attuano mediante impulsi sparati a raffica nelle situazioni di eccitabilità, come la lotta per il cibo". Se un gruppo di delfini deve contendersi dei pesci rimasti incastrati in una rete, l'animale dominante emette un impulso a raffica, avvertendo gli altri di abbandonare il campo e così  accade. In questo modo viene ristabilita la gerarchia interna al gruppo, non si arriva allo scontro fisico e soprattutto tutti gli animali hanno "ottenuto un risparmio energetico".  

Se si fossero scontrati infatti "avrebbero perso più energia di quanta ne potevano guadagnare dal cibo" aggiunge il direttore del Bdri. Tra le scoperte emerse ce n'è una definita "straordinaria": l'unidirezionalità dei suoni emessi. "Se un delfino emette un segnale, rivolgendosi solo a un altro delfino all'interno di un gruppo - afferma Diaz - il destinatario capisce che il messaggio è diretto a lui". "Per i fischi questo discorso non vale, una volta emessi sono diretti a tutti gli animali presenti, proprio come la voce umana".

Dallo studio sono stati identificati anche segnali emessi dai maschi: sotto forma di suoni pulsanti, simili a scariche elettriche, dirette all'apparato sessuale femminile. "Pensiamo che servano a capire se la femmina è in fase di ovulazione". Non solo. Il gruppo guidato da Diaz ha scoperto che i delfini hanno anche la capacità di selezionare altri colleghi nel branco magari per andare a pesca al largo, tra le reti o semplici esplorazioni. Come se i delfini "decidessero di farsi accompagnare da quegli animali che possono insegnarli qualcosa".

mercoledì, 30 giugno 2010