25/09/2021

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Là fuori

E' il nuovo libro di poesie di Corrado Benigni, vincitore dell’undicesima edizione del Premio Ciampi – Valigie Rosse. Un viaggio impreziosito dalle fotografie di Olivo Barbieri, uno dei più importanti fotografi italiani.

Là fuori

LĂ  fuori

BERGAMO - E' davvero inusuale parlare di poesia e di poeti contemporanei. Così come sono sempre più rare le pubblicazioni di libri di poesia. Eppure i poeti, da sempre, sono stati i precursori della realtà, anticipandola e dipingendola fin negli abissi del cuore. Con questi testi Benigni ci invita a un ambiguo viaggio nella provincia, in una terra senza viaggi e quasi senza movimento: un paesaggio che corrisponde a una condizione dell’anima:

«Dappertutto quest’aria d’attesa / che il tempo scorra e passi il giorno, / venga un’altra stagione / a dare forma a ciò che manca».

Pensieri e fenomeni esterni condividono una medesima manchevolezza, finché lo stesso occhio che guarda è inghiottito dal paesaggio e il soggetto avverte di partecipare al vortice di un’indifferenza che lo sovrasta. Scrive Paolo Maccari nella nota che accompagna il testo, e continua.Nonostante il piglio riflessivo più volte evidenziato, questo processo non avviene mediante una scoperta razionale bensì attraverso un nudo riconoscimento. Lo scavo prodotto da immagini e pensieri porta a trovare ciò che abbiamo sotto gli occhi, a riconsiderarlo con occhi nuovi. L’impossibilità d’evasione dal tempo e dallo spazio, la consapevolezza di esserne anzi sopraffatti – quando ne percepiamo l’imperio – a livello quasi fisico, è una condanna e un approdo. Emerge infatti un’attitudine, quella tremante e alogica dell’epifania, che obbliga alla constatazione dell’esistente in una forma baluginante e intima, dove la reversibilità dello spazio (“Vedo il paesaggio che guarda me”) e la circolarità del tempo chiamano a una nuova constatazione. A proposito di circolarità, e di suggelli che mirabilmente chiudono in messaggio screziato ma univoco la raccolta, la prima poesia di Là fuori termina così: “Sono io. Siamo noi / Vita ai margini di un movimento generale”; la chiusa dell’ultima poesia è questa: “Ogni cosa è accomunata / da un disperato desiderio di persistenza /da un identico destino di creatura”. Il “movimento generale”, che è associato alla condizione umana, dilaga su tutte le cose: cose noi stessi, “creatura” ogni cosa dentro un “identico destino”. Quel destino che tra immagini e pensieri Benigni perlustra con le sue poesie, offrendoci la strada verso una sofferta, liberatoria accettazione del flusso che ci determina e trascina”.

Corrado Benigni, Presidente anche del Bergamo Festival che si svolgerà dal 2 al 4 luglio al Monastero di Astino, ha pubblicato i libri di poesia: Tempo riflesso (Interlinea, 2018, Premio Europa in versi) e Tribunale della mente (Interlinea, 2012). Nel 2010 la sua silloge Giustizia è stata inclusa nel Decimo Quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos y Marcos). Le sue poesie sono tradotte in inglese e spagnolo. Suoi testi sono apparsi su numerose riviste specializzate italiane ed estere. Appassionato cultore anche di fotografia ha curato, per gli editori Silvana Editoriale, Humboldt Books e Mack, diverse pubblicazioni su fotografi italiani contemporanei, tra i quali Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Nino Migliori, Olivo Barbieri e Guido Guidi.

mercoledì, 30 giugno 2021