11/05/2021

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Roma arcobaleno: sfila il Gay Pride. Marino declina l'invito

In migliaia in corteo per le persone omosessuali e i loro diritti. Il sindaco della Capitale: "Sarò vicino ai partecipanti e al loro fianco nella lotta alle discriminazioni". Boldrini al Palermo Pride: "Sostegno ai diritti degli omosessuali non sia contrapposto a quello alla famiglia".

Roma arcobaleno: sfila il Gay Pride. Marino declina l'invito

Il Pride a Roma

ROMA - Dopo gli harleysti, sono gli attivisti per i diritti gay a invadere le strade della Capitale unendosi nel corteo del Roma Pride 2013, partito da Piazza della Repubblica. In migliaia si sono mossi dietro tre sound system trasportati a bordo di due tir e di un autobus a due piani che ha aperto la parata per chiedere "piena cittadinanza, parità, dignità, laicità e libertà" per la comunità lgbt (lesbica, gay, bisessuale, trans). La manifestazione si snoda lungo un percorso a U che passa per i Fori Imperiali e che finisce in Piazza Venezia, in piazza Madonna di Loreto.

ASSENTE MARINO, CHE INVIA UN MESSAGGIO. Grande assente il sindaco di Roma appena eletto, Ignazio Marino, che ha declinato l'invito a partecipare al Pride inviatogli dagli organizzatori. Un'assenza motivata "per trascorrere qualche giorno in famiglia", frase che gli organizzatori avevano definito "irrispettosa e offensiva nei confronti di una comunità che si batte da anni e scende in piazza proprio per vedere riconosciuti i diritti, la visibilità e la dignità delle proprie famiglie". Poi però è arrivata, per mano del consigliere capitolino di Sel Luigi Nieri, una lettera firmata proprio dal primo cittadino al Pride, in cui Marino ringrazia ancora per l'invito ed esprime la sua "sincera vicinanza" ai manifestanti che sceondo in piazza "nel nome dei diritti e di quella libertà di amare che è propria di ciascun individuo".

"SDARICHIAMO INTOLLERANZA". "Troppe volte, negli ultimi anni, la città di Roma è stata teatro di aggressioni omofobe e di altri gravissimi episodi di discriminazione. Fenomeni inaccettabili che una comunità forte e unita deve saper respingere con decisione, a cominciare dalle sue istituzioni. Per questo voglio ribadire da sindaco il mio impegno affinché a Roma i diritti di tutti siano garantiti e sradicata ogni forma di intolleranza. Odio e discriminazione non possono avere diritto di cittadinanza in questa che non è solo la capitale d'Italia ma è la culla della civiltà. Roma deve invece diventare una capitale dell'accoglienza e dell'uguaglianza, in cui nessuno possa mai più sentirsi offeso né marginalizzato e dove la cultura del rispetto rappresenti un valore non negoziabile", conclude il messaggio.

GRASSO:  "NO LIMITAZIONI A DIRITTI". "Io penso che il tema dei diritti e delle libertà non debba trovare limitazioni", aveva detto ieri il presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo in conferenza stampa a Londra a una domanda circa la discussione su tre disegni di legge per il riconoscimento dei matrimoni gay che approderanno alla commissione Giustizia il prossimo martedì. Il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha detto invece al Palermo Pride che "sostenere i diritti degli omosessuali non può e non deve essere in alcun modo contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralità non è assolutamente in discussione. Perché riconoscere i diritti a chi non ne ha non significa toglierli agli altri". Secondo il presidente della Camera, "non esistono rivalità nella lotta contro le discriminazioni e contro le privazioni, ma esiste e deve esistere un solo costante e fermo impegno delle istituzioni verso la condanna di ogni discriminazione e verso la sconfitta di ogni forma di esclusione".



Redazione Online sabato, 15 giugno 2013