31/07/2021

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Mario Cal, il nipote: "L'hanno spinto al suicidio"

La moglie di Cal: "Potevamo salvarlo". Chiese a un parente: "Questa pistola uccide?".

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Mario Cal, il nipote: "L'hanno spinto al suicidio"

Mario Cal

ROMA - "Don Luigi Verzè potrebbe essere ascoltato come testimone. Il pm di Milano Maurizio Ascione attenderà i risultati dell'autopsia, prevista oggi, sul corpo di Mario Cal, braccio destro del fondatore della Fondazione San Raffaele che lunedì si è sparato alla tempia nel suo ufficio, e poi comincerà una serie di audizioni per capire che cosa abbia spinto il manager al suicidio". "Cal 'era amareggiato dagli attacchi sui giornali nei suoi confronti, che lo dipingevano come il vero responsabile del dissesto. Cercavo di scuoterlo - racconta al pm Vito C., l'addetto alla vigilanza che per primo lo ha soccorso e ha involontariamente inquinato la scena ma lui diceva che davanti a certi attacchi non si può fare nulla'. Con un debito di quasi un miliardo non c'era da stare tranquilli, ma il manager 'non pareva dimesso o con un atteggiamento perdente, ma fiducioso di risollevare sorti struttura'. Anche se il vice presidente del San Raffaele, spiega il teste, 'avrebbe preferito chiedere sostegno a Giuseppe Rotelli (importante imprenditore del settore sanitario, ndr), mentre don Verze' preferiva il Vaticano. Del resto l'ipotesi Rotelli non era ben vista dal personale medico, perché si temevano tagli'. E così venerdì era stato nominato il nuovo Cda targato appunto Roma.

IL NIPOTE: "SPINTO AL SUICIDIO". Già da alcuni giorni Cal non parcheggiava più la sua auto al solito posto, aveva portato a casa molti documenti (un'intera scatola è stata acquisita lunedì dagli uomini della Guardia di Finanza) e forse meditava di togliersi la vita. Tanto che al nipote aveva chiesto se la Smith&Wesson (Cal deteneva legalmente anche un fucile, ndr) era 'potente' e se uccideva 'sul colpo'. L'uomo ha pensato che lo zio volesse una Magnum come regalo a Natale e non ha sospettato nulla. Come la signora Tina, moglie di Cal: 'Se lo avessi immaginato non lo avrei mai lasciato solo'. Per il nipote Claudio, che vive in Veneto, lo zio sarebbe stato indotto al suicidio: 'Era coraggioso, di grande fede. Sosteneva sempre gli altri, non avrebbe mai fatto nulla del genere. Qualcuno lo ha spinto'. La vicenda umana corre di pari passo con quella finanziaria del San Raffaele. I pm Laura Pedio e Luigi Orsi - che aveva ascoltato Cal per monitorare la situazione finanziaria da mesi delicata - hanno iniziato a studiare i documenti acquisiti dalla Finanza e attendono i risultati di quel concordato preventivo che era stato annunciato e che il nuovo Cda, con l'ad Enrico Bondi, ha rinviato in attesa di studiare le carte. A colloquio con i pm è anche il giudice della sezione fallimentare Roberto Fontana, ma per ora l'ipotesi di una istanza di fallimento resta sullo sfondo".

mercoledì, 20 luglio 2011